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Presentazione e Prodotti Antica Corte Pallavicina

Antica Corte Pallavicina


Benvenuti all'Antica Corte Pallavicina



“Nostro bisnonno era mezzadro nel podere Piantador del maestro Giuseppe Verdi. Nostro padre diceva che il nonno gli raccontava che il Maestro (così veniva chiamato in zona) era un grande intenditore di cose buone”...



La Storia



I restauri dopo quasi vent’anni sono finiti! E’ stata dura. Sembrava impossibile, ma ci siamo riusciti! E come potevamo non farlo? Quando il nostro bisnonno lasciò il podere Piantador del Maestro Giuseppe Verdi arrivò proprio alla Corte Pallavicina con i suoi figli e da mezzadro passò ad affittuario. E’ stata proprio una bella conquista! Tutti insieme cominciarono a lavorare questo grande podere dalla terra fertile nella golena intorno al palazzo con tanto entusiasmo e con tutti quei saperi e quell’esperienza acquisita in Piantador.


Allevavano maiali, polli, tacchini, oche, anatre e bachi da seta. Mungevano mucche, piantavano i pioppi, facevano fascine e crescevano i cocomeri, il grano, la melica, gli ortaggi. D’inverno facevano i salumi secondo le antiche usanze. Poi presero l’appalto per lo sgombero della neve dalle strade, si inventarono il traghetto sul Po verso il cremonese, iniziarono anche a fare blocchi di cemento! E tutto questo sempre qui intorno e in corte dove nacque nostro padre nel 1916. E come avremmo potuto lasciarla crollare!



Quando finalmente siamo riusciti ad acquistarla, nel 1990, era quasi da rudere! L’unico intervento di restauro davvero sostanziale risaliva al 1550, alla fine del 1700 Maria Luigia duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla (nonché moglie di Napoleone) vi insediò la sua guardia di frontiera, i “Dragoni” a salvaguardia dei traffici fluviali allora fiorenti e abbassando le torri di un piano.


Dal 1850 la Corte fu suddivisa in piccole abitazioni e utilizzata da contadini, pescatori, carrettieri ed artigiani. Nessuno ci aveva più creduto, il Po si era spostato e se ne era impadronito: era rimasta dentro il fiume, che la inondava periodicamente! Ed eccoci qui. Ci sembra un sogno, ma è proprio vero: è fatta.



Quella cantine uniche dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi sono ritornate a riempirsi di culatelli, la vecchia sala di stagionatura del formaggio ha ripreso la sua antica funzione, la ghiacciaia e la prigione sono riemerse dal fango e gli affreschi son tornati al loro splendore, i camini bruciano legna di pioppo e al primo piano le stanze calde e confortevoli sono pronte ad ospitare ospiti esigenti.


Quasi vent’anni sono passati, ma in questo luogo ci sono tutti i ricordi della nostra famiglia ed è con questa consapevolezza che l’abbiamo trattato, restaurandolo piano, piano come avrebbe cresciuto una mamma il suo neonato: dolcemente e con mille attenzioni, coinvolgendo tutti gli artigiani ancora padroni degli antichi saperi del posto, usando i mattoni della stessa epoca, il legno di pioppo e di rovere degli stessi terreni!



Ma purtroppo a gioire di questo traguardo non ci sono più mamma e papà…che tanto erano entusiasti e partecipi in questo progetto! Pazienza si dice, è la vita. Ma non è così, i genitori non si dimenticano mai! Magari ora dall’alto ci guardano e sorridono compiaciuti.


Ora, una nuova sfida, non meno difficile di quella passata! Far conoscere e rivivere questo luogo legato alla sua gente, ai suoi prodotti, al suo territorio.



Massimo Spigaroli



Massimo Spigaroli nasce a Polesine Parmense da Marcello ed Enrica Micconi il 27 aprile 1958. Già da bambino predilige aiutare la Zia Emilia (cuoca/icona del luogo) in cucina, dove, si dice, disponesse in fila gli anolini e i tortelli come soldatini di piombo. Si iscrive alla Scuola Alberghiera di Salsomaggiore diplomandosi a pieni voti e, ancora sedicenne, presenta al Circolo della Stampa un piatto speciale di sua creazione: “Il fegato in reticella alla Spigaroli”.


Quindi le esperienze nei migliori 5 stelle in Italia e all’estero e le partecipazioni a concorsi gastronomici importanti quali “Cuoco d’Oro Internazionale”, classificandosi all’età di 17 anni secondo davanti a chefs di grido. Intanto viene convocato sia da Luigi Veronelli alla presentazione della sua prima trasmissione televisiva che da Enza Sampò ed Edoardo Raspelli per “Che fai mangi?”, ma questi sono solo alcuni esempi. In quegli anni viene costituito a Parma il Consorzio Promozionale Parma (promozione e cultura legata al territorio), Massimo è chiamato a far parte della cerchia dei grandi chefs parmigiani per allestire la serata inaugurale.


All’età di 22 anni viene chiamato alla Scuola Alberghiera di Salsomaggiore come docente e vi rimane per 5 anni ad insegnare cucina. E’ tenuto in particolare considerazione per la sua cultura e per la sua abilità di cuoco da Massimo Alberini, giornalista, gastronomo e vice presidente della Accademia della Cucina Italiana che lo chiama ad insegnare cucina parmigiana alla Scuola del Gritti di Venezia.


Importanti Missioni all’Estero



Parigi, Strasburgo, Madrid, Buenos Aires, Lussemburgo, Vienna, Bourg en Bresse, Monaco, Sofia, Abu-Daby. Nel natale del 1987, chiamato dalla Marina Militare Italiana, è nel Golfo Persico sulla nave Anteo (allora di scorta ai mercantili per proteggerli dagli attacchi iraniani) per preparare il pranzo di Natale ai militari.


Durante le visite dei Presidenti della Repubblica alla Città di Parma, ha avuto l’onore di preparare il pranzo di gala offerto in onore del Presidente Scalfaro e del Presidente Ciampi, ospiti presso la Prefettura di Parma, ottenendo in quegl’ anni dall’ “Accademia Italiana della Cucina” il “Diploma di Cucina Eccellente”.


L’ultima “Impresa”, invece, firmata Spigaroli, è la collaborazione effettuata nell’inverno 2007 con il Principe Carlo d’ Inghilterra nella sua farm-tenuta in Galles dove gli è stata proposta la consulenza operativa come gastronomo e norcino.


Ambasciatore della Cucina Italiana



Seul in occasione dell’ingresso dei Salumi italiani in Corea.
Montreal a festival Lumiere.
Dubay come promotore della cucina Italiana.
Tokio per fare formazione presso l’Actory School.
Sidney in occasione del mese italiano, per fare formazione e curare glieventi culinari.


Cariche Ricoperte ad Oggi



Presidente da oltre 25 anni del Consorzio per Le Strade Vicinali di S. Franca e Ongina (consorzio di agricoltori).
Presidente del Consorzio del Culatello di Zibello fin dalla nacita dello stesso.
Presidente della Strada del Culatello di Zibello dalla sua fondazione.
Presidente del Consorzio del Suino nero di Parma.
Socio professionale dellla francese “Chaine des Rotisseurs”.
Membro del consiglio nazionale dell’associazione “Euro Toques”.
Docente di ALMA, la “Scuola Internazionale di Cucina Italiana”.
Relatore presso le manifestazioni “ Identità Golose” e “Gambero Rosso”.
Ora segue la ristorazione presso il ristorante di famiglia “Cavallino Bianco” e dal settembre 2009 si occupa personalmente del Relais Antica Corte Pallavicina e dell’annesso ristorante a cui è stata subito conferita la prima stella Michelin e le tre forchette rosse e dove esprime il suo concetto di cucina “gastrofluviale” fatta con i prodotti del territori.


Ha partecipato alla trasmissione di Rai 3 “Ballarò” come uno degli esempi dell’Italia che lavora e che attraverso l’impegno riesce a rivalutare e far crescere un intero territorio.


Le Cantine



Le Cantine della Corte, costruite nel 1320 dai marchesi Pallavicina, venivano da loro utilizzate per stagionarvi salumi, formaggi, per affinarvi i loro vini e immagazzinare i prodotti del loro contado. Un luogo ricco di storia, ove stagionavano i Culatelli che inviavano ai duchi di Milano (gli Sforza) utilizzandoli per i banchetti al castello Sforzesco, oppure come dono prezioso per ingraziarsi la più alta nobiltà d’ Europa o temibili condottieri.



Un’ ampia parte di queste Cantine è dedicata ad ospitare corsi di cucina e master sul Culatello, piccoli eventi come suggestive cene, magari al lume di candela, ma anche piccoli convegni ove si parla d’arte, di vini, di prodotti tipici, del fiume Po e di storia delle nostre terre.


Il Piano Nobile



Parte delle sale del Piano Nobile rimarrà a completa disposizione dei nostri ospiti, magari per rilassarsi bevendo una tisana dei frati cappuccini della badia di Torrechiara oppure leggendo un buon libro! Mentre nella torre dei segni zodiacali si potrà consultare la nostra raccolta di libri tutta dedicata al maiale e a tutto ciò che riguarda questo territorio. Parte delle sale del piano nobile rimarrà a completa disposizione dei nostri ospiti, magari per rilassarsi bevendo una tisana di erbe coltivate e raccolte da noi seguendo le antiche ricette di famiglia oppure leggendo un buon libro. Le sale sono affrescate con motivi legati al mondo agricolo e mitologico. A breve sarà a disposizione degli ospiti una biblioteca di oltre mille pezzi riguardanti il maiale, la cucina, la storia delle genti della “bassa”.


Il Ristorante



…da bambino avevo un sogno: fare il cuoco!!


La più bella scelta che potessi fare…


A diciotto un altro… produrre tutto quello che avrei cucinato.


Il castello dove è nato papà sarebbe stato il luogo perfetto per fondere cultura e ospitalità…


Il sogno si è realizzato quando a trent’anni lo abbiamo comperato.


Dopo vent’anni i lavori sono terminati.


Ormai quasi tutti i miei sogni si sono avverati…


Rimane l’ultimo, il più difficile, il più importante…


Costruire e fare crescere una grande cucina che possa esaltare ciò che produco e la cultura gastronomica della mia terra!


Tanto avevo promesso a mia madre…


Ci proverò come sempre, lavorando in silenzio e con umiltà.


Massimo Spigaroli - Scritto a San Francisco il 22 gennaio 2010, guardando la baia



Sei anni dopo riprendo la penna! Più volte mi sono trattenuto… ma oggi l’Antica Corte Pallavicina richiama ospiti da tutto il mondo che qui arrivano per visitare il nostro piccolo mondo!


Un’azienda agricola che con i suoi saperi antichi mantiene un territorio dove ogni razza animale o varietà vegetale viene conservata.


Un sistema arcaico difeso da sempre dalla nostra famiglia, un percorso difficile!



A volte sembra impossibile!


Ma in quei momenti penso cosa sarebbe la mia cucina senza quei prodotti così importanti…


Camere



Il Relais offre agli ospiti undici camere tutte al primo piano servite da ascensore. Sono semplicemente eleganti, corredate da tutti i comfort e curate nei dettagli, lo stile moderno inserito durante i lavori di ristrutturazione si fonde piacevolmente con gli arredamenti d’ epoca e con il magnifico soffitto a cassettoni cinquecentesco.



Le grandi finestre offrono scorci ameni sui pascoli e sul grande fiume. Ogni camera è dotata di camino funzionante, servizi e grandi vasche da bagno (tipologia standard e superior) i lavabi sono frutto del lavoro di maestri artigiani del posto come le stuoie delle docce in legno di pioppo.



I saponi, anch’essi artigianali, sono prodotti a base di olio di oliva aromatizzati con diverse essenze di vino. Un cestino di frutti di stagione e un frigobar con acqua e succhi di frutta di produzione aziendale sono a disposizione dei clienti.


L'Hosteria del Maiale e del Culatello



L’ Hosteria del Maiale è un luogo recuperato dove si respira ancora l’aria autentica delle antiche hosterie medievali, dove l’ambiente ed i piatti raccontano la storia di un’importante tradizione. Il Po è il grande fiume e sulle sue sponde e le sue acque si sono incrociate le storie di migliaia di persone. Anche quelle degli Spigaroli, attuali proprietari dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), che hanno pensato di far rivivere dopo quasi un secolo un luogo che appartiene alla loro tradizione, e a quella della loro terra.



L’Hosteria del Maiale è luogo con un fascino antico ed accogliente, dove è possibile riscoprire le antiche ricette che hanno fatto grande la “Bassa” oppure degustare solamente un buon piatto di salumi accompagnato da pani di campagna di farine di grani antichi. Venite a trovarci e scoprirete le ricette e i piatti che hanno reso famosi questi luoghi.



“Ho sempre sognato di avere un luogo dove raccontare un territorio e dove i territori si raccontano! Recuperare un luogo da sempre adibito alle storie, come la stalla del castello, il luogo dei racconti narrati dai viandanti, dai girovaghi o dalle persone che vi abitavano! Un posto dove presentare il lavoro di chi si adopera per non perdere le nostre memorie, le nostre tradizioni e soprattutto dove poter trovare del buon cibo”. Massimo Spigaroli



Museo del Culatello e del Masalèn


Un Museo voluto dalla nostra famiglia, dedicato al territorio e a tutte le sue genti. Tanto dovevamo. Famiglia Spigaroli



Il complesso dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine si staglia in uno scorcio di Bassa dominata dal suono del Grande Fiume, là dove la nebbia è un ingrediente essenziale del gusto. Il percorso museale presenta, uno dopo l’altro, i protagonisti della vicenda del Culatello. Il primo è il territorio: l’ambiente, i pioppeti, il Po sono protagonisti di una narrazione che conduce fino alla sala incentrata sulla figura del maiale, addomesticato dall’uomo in tempi remoti, con approfondimenti sul maiale nero tipico del Parmense e sul suo recupero, sul simbolismo e sull’immagine di una creatura talmente legata all’uomo da essere scelto per evocarne i vizi e le virtù.


Uno spazio del museo propone anche un approfondimento sulla figura di Sant’Antonio Abate, eremita del deserto, sempre rappresentato in compagnia di un maialino. La sala successiva è dedicata alla storia della famiglia Spigaroli, in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, capaci di spostarsi sulle rive del Po per poi reinventarsi ristoratori: è in questa sezione che si comincia a parlare dei Masalén, dei norcini che tramandavano l’arte della corretta macellazione del maiale.



Una collezione di oggetti legati all’attività accompagna il ritorno all’esterno, prima dell’immersione in un grande spazio sotterraneo che ci introdurre nel mondo segreto del Culatello. Nella sala si snodano temi come le caratteristiche della carne di maiale, del sale, del pepe e dei principali salumi della Bassa Parmense.


Si passa quindi alla storia del Culatello, all’iconografia e alle citazioni di personaggi famosi, da Giuseppe Verdi a Gabriele D’Annunzio a Giovannino Guareschi e tanti altri, con un racconto puntuale delle fasi che dalla coscia del maiale portano a un prodotto caratterizzato anche da un preciso rituale di degustazione. Il percorso permette di osservare anche l’affascinante galleria dei culatelli, che stagionano nell’umidità e nella penombra, museo di sé stessa, prima di risalire fino alla sala dell’Hostaria del Maiale e del Culatello, dove la degustazione chiude il percorso dedicato al Re dei Salumi.


Servizi



All’interno del museo è possibile eseguire fotografi e e video ad uso personale senza flash o cavalletto. Nell’Agribottega, all’interno dell’Hosteria del Maiale e del Culatello, è possibile acquistare guide, pubblicazioni, oggetti, salumi, formaggi e i prodotti dell’azienda agricola. Possibilità di visite all’orto e all’allevamento dei maiali allo stato brado su percorsi segnalati.


Alla fine della visita i Visitatori potranno usufruire delle zone “food” all’interno dell’Antica Corte Pallavicina: nell’Hosteria del Maiale e del Culatello, dove si respira ancora l’aria autentica delle antiche hosterie della Bassa, o nel Ristorante stellato, un ambiente esclusivo, con vetrata sul Po ed una cucina ricercata e raffinata.


Attività Didattica



Presso tutti i Musei del Cibo le scuole o i gruppi possono svolgere laboratori didattici, che affrontano diverse tematiche tecnico-scientifiche. Sono anche possibili visite animate per i più piccoli, giochi di discussioni per i più grandi, assaggi, degustazioni e visite in campo.





Dove Siamo



Castello Pallavicino - Strada Palazzo due Torri, Polesine Parmense (PR), 43010, Italia

Antica Corte Pallavicina


Benvenuti all'Antica Corte Pallavicina



“Nostro bisnonno era mezzadro nel podere Piantador del maestro Giuseppe Verdi. Nostro padre diceva che il nonno gli raccontava che il Maestro (così veniva chiamato in zona) era un grande intenditore di cose buone”...



La Storia



I restauri dopo quasi vent’anni sono finiti! E’ stata dura. Sembrava impossibile, ma ci siamo riusciti! E come potevamo non farlo? Quando il nostro bisnonno lasciò il podere Piantador del Maestro Giuseppe Verdi arrivò proprio alla Corte Pallavicina con i suoi figli e da mezzadro passò ad affittuario. E’ stata proprio una bella conquista! Tutti insieme cominciarono a lavorare questo grande podere dalla terra fertile nella golena intorno al palazzo con tanto entusiasmo e con tutti quei saperi e quell’esperienza acquisita in Piantador.


Allevavano maiali, polli, tacchini, oche, anatre e bachi da seta. Mungevano mucche, piantavano i pioppi, facevano fascine e crescevano i cocomeri, il grano, la melica, gli ortaggi. D’inverno facevano i salumi secondo le antiche usanze. Poi presero l’appalto per lo sgombero della neve dalle strade, si inventarono il traghetto sul Po verso il cremonese, iniziarono anche a fare blocchi di cemento! E tutto questo sempre qui intorno e in corte dove nacque nostro padre nel 1916. E come avremmo potuto lasciarla crollare!



Quando finalmente siamo riusciti ad acquistarla, nel 1990, era quasi da rudere! L’unico intervento di restauro davvero sostanziale risaliva al 1550, alla fine del 1700 Maria Luigia duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla (nonché moglie di Napoleone) vi insediò la sua guardia di frontiera, i “Dragoni” a salvaguardia dei traffici fluviali allora fiorenti e abbassando le torri di un piano.


Dal 1850 la Corte fu suddivisa in piccole abitazioni e utilizzata da contadini, pescatori, carrettieri ed artigiani. Nessuno ci aveva più creduto, il Po si era spostato e se ne era impadronito: era rimasta dentro il fiume, che la inondava periodicamente! Ed eccoci qui. Ci sembra un sogno, ma è proprio vero: è fatta.



Quella cantine uniche dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi sono ritornate a riempirsi di culatelli, la vecchia sala di stagionatura del formaggio ha ripreso la sua antica funzione, la ghiacciaia e la prigione sono riemerse dal fango e gli affreschi son tornati al loro splendore, i camini bruciano legna di pioppo e al primo piano le stanze calde e confortevoli sono pronte ad ospitare ospiti esigenti.


Quasi vent’anni sono passati, ma in questo luogo ci sono tutti i ricordi della nostra famiglia ed è con questa consapevolezza che l’abbiamo trattato, restaurandolo piano, piano come avrebbe cresciuto una mamma il suo neonato: dolcemente e con mille attenzioni, coinvolgendo tutti gli artigiani ancora padroni degli antichi saperi del posto, usando i mattoni della stessa epoca, il legno di pioppo e di rovere degli stessi terreni!



Ma purtroppo a gioire di questo traguardo non ci sono più mamma e papà…che tanto erano entusiasti e partecipi in questo progetto! Pazienza si dice, è la vita. Ma non è così, i genitori non si dimenticano mai! Magari ora dall’alto ci guardano e sorridono compiaciuti.


Ora, una nuova sfida, non meno difficile di quella passata! Far conoscere e rivivere questo luogo legato alla sua gente, ai suoi prodotti, al suo territorio.



Massimo Spigaroli



Massimo Spigaroli nasce a Polesine Parmense da Marcello ed Enrica Micconi il 27 aprile 1958. Già da bambino predilige aiutare la Zia Emilia (cuoca/icona del luogo) in cucina, dove, si dice, disponesse in fila gli anolini e i tortelli come soldatini di piombo. Si iscrive alla Scuola Alberghiera di Salsomaggiore diplomandosi a pieni voti e, ancora sedicenne, presenta al Circolo della Stampa un piatto speciale di sua creazione: “Il fegato in reticella alla Spigaroli”.


Quindi le esperienze nei migliori 5 stelle in Italia e all’estero e le partecipazioni a concorsi gastronomici importanti quali “Cuoco d’Oro Internazionale”, classificandosi all’età di 17 anni secondo davanti a chefs di grido. Intanto viene convocato sia da Luigi Veronelli alla presentazione della sua prima trasmissione televisiva che da Enza Sampò ed Edoardo Raspelli per “Che fai mangi?”, ma questi sono solo alcuni esempi. In quegli anni viene costituito a Parma il Consorzio Promozionale Parma (promozione e cultura legata al territorio), Massimo è chiamato a far parte della cerchia dei grandi chefs parmigiani per allestire la serata inaugurale.


All’età di 22 anni viene chiamato alla Scuola Alberghiera di Salsomaggiore come docente e vi rimane per 5 anni ad insegnare cucina. E’ tenuto in particolare considerazione per la sua cultura e per la sua abilità di cuoco da Massimo Alberini, giornalista, gastronomo e vice presidente della Accademia della Cucina Italiana che lo chiama ad insegnare cucina parmigiana alla Scuola del Gritti di Venezia.


Importanti Missioni all’Estero



Parigi, Strasburgo, Madrid, Buenos Aires, Lussemburgo, Vienna, Bourg en Bresse, Monaco, Sofia, Abu-Daby. Nel natale del 1987, chiamato dalla Marina Militare Italiana, è nel Golfo Persico sulla nave Anteo (allora di scorta ai mercantili per proteggerli dagli attacchi iraniani) per preparare il pranzo di Natale ai militari.


Durante le visite dei Presidenti della Repubblica alla Città di Parma, ha avuto l’onore di preparare il pranzo di gala offerto in onore del Presidente Scalfaro e del Presidente Ciampi, ospiti presso la Prefettura di Parma, ottenendo in quegl’ anni dall’ “Accademia Italiana della Cucina” il “Diploma di Cucina Eccellente”.


L’ultima “Impresa”, invece, firmata Spigaroli, è la collaborazione effettuata nell’inverno 2007 con il Principe Carlo d’ Inghilterra nella sua farm-tenuta in Galles dove gli è stata proposta la consulenza operativa come gastronomo e norcino.


Ambasciatore della Cucina Italiana



Seul in occasione dell’ingresso dei Salumi italiani in Corea.
Montreal a festival Lumiere.
Dubay come promotore della cucina Italiana.
Tokio per fare formazione presso l’Actory School.
Sidney in occasione del mese italiano, per fare formazione e curare glieventi culinari.


Cariche Ricoperte ad Oggi



Presidente da oltre 25 anni del Consorzio per Le Strade Vicinali di S. Franca e Ongina (consorzio di agricoltori).
Presidente del Consorzio del Culatello di Zibello fin dalla nacita dello stesso.
Presidente della Strada del Culatello di Zibello dalla sua fondazione.
Presidente del Consorzio del Suino nero di Parma.
Socio professionale dellla francese “Chaine des Rotisseurs”.
Membro del consiglio nazionale dell’associazione “Euro Toques”.
Docente di ALMA, la “Scuola Internazionale di Cucina Italiana”.
Relatore presso le manifestazioni “ Identità Golose” e “Gambero Rosso”.
Ora segue la ristorazione presso il ristorante di famiglia “Cavallino Bianco” e dal settembre 2009 si occupa personalmente del Relais Antica Corte Pallavicina e dell’annesso ristorante a cui è stata subito conferita la prima stella Michelin e le tre forchette rosse e dove esprime il suo concetto di cucina “gastrofluviale” fatta con i prodotti del territori.


Ha partecipato alla trasmissione di Rai 3 “Ballarò” come uno degli esempi dell’Italia che lavora e che attraverso l’impegno riesce a rivalutare e far crescere un intero territorio.


Le Cantine



Le Cantine della Corte, costruite nel 1320 dai marchesi Pallavicina, venivano da loro utilizzate per stagionarvi salumi, formaggi, per affinarvi i loro vini e immagazzinare i prodotti del loro contado. Un luogo ricco di storia, ove stagionavano i Culatelli che inviavano ai duchi di Milano (gli Sforza) utilizzandoli per i banchetti al castello Sforzesco, oppure come dono prezioso per ingraziarsi la più alta nobiltà d’ Europa o temibili condottieri.



Un’ ampia parte di queste Cantine è dedicata ad ospitare corsi di cucina e master sul Culatello, piccoli eventi come suggestive cene, magari al lume di candela, ma anche piccoli convegni ove si parla d’arte, di vini, di prodotti tipici, del fiume Po e di storia delle nostre terre.


Il Piano Nobile



Parte delle sale del Piano Nobile rimarrà a completa disposizione dei nostri ospiti, magari per rilassarsi bevendo una tisana dei frati cappuccini della badia di Torrechiara oppure leggendo un buon libro! Mentre nella torre dei segni zodiacali si potrà consultare la nostra raccolta di libri tutta dedicata al maiale e a tutto ciò che riguarda questo territorio. Parte delle sale del piano nobile rimarrà a completa disposizione dei nostri ospiti, magari per rilassarsi bevendo una tisana di erbe coltivate e raccolte da noi seguendo le antiche ricette di famiglia oppure leggendo un buon libro. Le sale sono affrescate con motivi legati al mondo agricolo e mitologico. A breve sarà a disposizione degli ospiti una biblioteca di oltre mille pezzi riguardanti il maiale, la cucina, la storia delle genti della “bassa”.


Il Ristorante



…da bambino avevo un sogno: fare il cuoco!!


La più bella scelta che potessi fare…


A diciotto un altro… produrre tutto quello che avrei cucinato.


Il castello dove è nato papà sarebbe stato il luogo perfetto per fondere cultura e ospitalità…


Il sogno si è realizzato quando a trent’anni lo abbiamo comperato.


Dopo vent’anni i lavori sono terminati.


Ormai quasi tutti i miei sogni si sono avverati…


Rimane l’ultimo, il più difficile, il più importante…


Costruire e fare crescere una grande cucina che possa esaltare ciò che produco e la cultura gastronomica della mia terra!


Tanto avevo promesso a mia madre…


Ci proverò come sempre, lavorando in silenzio e con umiltà.


Massimo Spigaroli - Scritto a San Francisco il 22 gennaio 2010, guardando la baia



Sei anni dopo riprendo la penna! Più volte mi sono trattenuto… ma oggi l’Antica Corte Pallavicina richiama ospiti da tutto il mondo che qui arrivano per visitare il nostro piccolo mondo!


Un’azienda agricola che con i suoi saperi antichi mantiene un territorio dove ogni razza animale o varietà vegetale viene conservata.


Un sistema arcaico difeso da sempre dalla nostra famiglia, un percorso difficile!



A volte sembra impossibile!


Ma in quei momenti penso cosa sarebbe la mia cucina senza quei prodotti così importanti…


Camere



Il Relais offre agli ospiti undici camere tutte al primo piano servite da ascensore. Sono semplicemente eleganti, corredate da tutti i comfort e curate nei dettagli, lo stile moderno inserito durante i lavori di ristrutturazione si fonde piacevolmente con gli arredamenti d’ epoca e con il magnifico soffitto a cassettoni cinquecentesco.



Le grandi finestre offrono scorci ameni sui pascoli e sul grande fiume. Ogni camera è dotata di camino funzionante, servizi e grandi vasche da bagno (tipologia standard e superior) i lavabi sono frutto del lavoro di maestri artigiani del posto come le stuoie delle docce in legno di pioppo.



I saponi, anch’essi artigianali, sono prodotti a base di olio di oliva aromatizzati con diverse essenze di vino. Un cestino di frutti di stagione e un frigobar con acqua e succhi di frutta di produzione aziendale sono a disposizione dei clienti.


L'Hosteria del Maiale e del Culatello



L’ Hosteria del Maiale è un luogo recuperato dove si respira ancora l’aria autentica delle antiche hosterie medievali, dove l’ambiente ed i piatti raccontano la storia di un’importante tradizione. Il Po è il grande fiume e sulle sue sponde e le sue acque si sono incrociate le storie di migliaia di persone. Anche quelle degli Spigaroli, attuali proprietari dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), che hanno pensato di far rivivere dopo quasi un secolo un luogo che appartiene alla loro tradizione, e a quella della loro terra.



L’Hosteria del Maiale è luogo con un fascino antico ed accogliente, dove è possibile riscoprire le antiche ricette che hanno fatto grande la “Bassa” oppure degustare solamente un buon piatto di salumi accompagnato da pani di campagna di farine di grani antichi. Venite a trovarci e scoprirete le ricette e i piatti che hanno reso famosi questi luoghi.



“Ho sempre sognato di avere un luogo dove raccontare un territorio e dove i territori si raccontano! Recuperare un luogo da sempre adibito alle storie, come la stalla del castello, il luogo dei racconti narrati dai viandanti, dai girovaghi o dalle persone che vi abitavano! Un posto dove presentare il lavoro di chi si adopera per non perdere le nostre memorie, le nostre tradizioni e soprattutto dove poter trovare del buon cibo”. Massimo Spigaroli



Museo del Culatello e del Masalèn


Un Museo voluto dalla nostra famiglia, dedicato al territorio e a tutte le sue genti. Tanto dovevamo. Famiglia Spigaroli



Il complesso dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine si staglia in uno scorcio di Bassa dominata dal suono del Grande Fiume, là dove la nebbia è un ingrediente essenziale del gusto. Il percorso museale presenta, uno dopo l’altro, i protagonisti della vicenda del Culatello. Il primo è il territorio: l’ambiente, i pioppeti, il Po sono protagonisti di una narrazione che conduce fino alla sala incentrata sulla figura del maiale, addomesticato dall’uomo in tempi remoti, con approfondimenti sul maiale nero tipico del Parmense e sul suo recupero, sul simbolismo e sull’immagine di una creatura talmente legata all’uomo da essere scelto per evocarne i vizi e le virtù.


Uno spazio del museo propone anche un approfondimento sulla figura di Sant’Antonio Abate, eremita del deserto, sempre rappresentato in compagnia di un maialino. La sala successiva è dedicata alla storia della famiglia Spigaroli, in principio mezzadri di Giuseppe Verdi, capaci di spostarsi sulle rive del Po per poi reinventarsi ristoratori: è in questa sezione che si comincia a parlare dei Masalén, dei norcini che tramandavano l’arte della corretta macellazione del maiale.



Una collezione di oggetti legati all’attività accompagna il ritorno all’esterno, prima dell’immersione in un grande spazio sotterraneo che ci introdurre nel mondo segreto del Culatello. Nella sala si snodano temi come le caratteristiche della carne di maiale, del sale, del pepe e dei principali salumi della Bassa Parmense.


Si passa quindi alla storia del Culatello, all’iconografia e alle citazioni di personaggi famosi, da Giuseppe Verdi a Gabriele D’Annunzio a Giovannino Guareschi e tanti altri, con un racconto puntuale delle fasi che dalla coscia del maiale portano a un prodotto caratterizzato anche da un preciso rituale di degustazione. Il percorso permette di osservare anche l’affascinante galleria dei culatelli, che stagionano nell’umidità e nella penombra, museo di sé stessa, prima di risalire fino alla sala dell’Hostaria del Maiale e del Culatello, dove la degustazione chiude il percorso dedicato al Re dei Salumi.


Servizi



All’interno del museo è possibile eseguire fotografi e e video ad uso personale senza flash o cavalletto. Nell’Agribottega, all’interno dell’Hosteria del Maiale e del Culatello, è possibile acquistare guide, pubblicazioni, oggetti, salumi, formaggi e i prodotti dell’azienda agricola. Possibilità di visite all’orto e all’allevamento dei maiali allo stato brado su percorsi segnalati.


Alla fine della visita i Visitatori potranno usufruire delle zone “food” all’interno dell’Antica Corte Pallavicina: nell’Hosteria del Maiale e del Culatello, dove si respira ancora l’aria autentica delle antiche hosterie della Bassa, o nel Ristorante stellato, un ambiente esclusivo, con vetrata sul Po ed una cucina ricercata e raffinata.


Attività Didattica



Presso tutti i Musei del Cibo le scuole o i gruppi possono svolgere laboratori didattici, che affrontano diverse tematiche tecnico-scientifiche. Sono anche possibili visite animate per i più piccoli, giochi di discussioni per i più grandi, assaggi, degustazioni e visite in campo.





Dove Siamo



Castello Pallavicino - Strada Palazzo due Torri, Polesine Parmense (PR), 43010, Italia

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