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Presentazione e Prodotti Pistì

Pistì


Da Un’Arte Antica, Solo Dolcezze Contemporanee



Crema di Pistacchio



Un modo nuovo è un mondo nuovo, tutto da spalmare. La crema dolce di pistacchio, l’alternativa verde alle creme spalmabili al cacao. Fatta solo con i migliori pistacchi. Una bontà da godersi sempre, a colazione sul pane per iniziare la giornata con l’energia della frutta secca, come spuntino dolce per ricaricarsi, dessert semplice per un finepasto godurioso. Ma anche ingrediente gourmand in cucina, speciale per farcire crêpes e pasta frolla. Una bontà unica, buona soprattutto da sola: irresistibile golosità, piacere che si fonde in bocca.


Un Grande Laboratorio di Pasticceria Siciliana



E il suo segreto: una vera sapienza artigianale, che parla il linguaggio della genuinità.


Una Storia di Successo, Formato Sicilia



Tradizione e sapori che partono da lontano e oggi arrivano ovunque.


Pistì nasce quasi da un gioco, quello di 2 giovani che 15 anni fa decidono, appena ventenni, di scommettersi in un progetto che coniugasse la vocazione dolciaria siciliana con un moderno modo di fare impresa. L’intuizione che Nino Marino e Vincenzo Longhitano ebbero allora fu quella di inventarsi un laboratorio artigianale per la produzione di dolci tipici siciliani: quindi torroni, frutta martorana, croccanti e cioccolato, specialità alle mandorle, panettoni e colombe, ma con un nuovo mood di ricercatezza e creatività che incontrassero il palato e la voglia di novità delle giovani generazioni.


Grazie all’impiego di una materia prima eccellente e ad una lavorazione che punta su un’accurata artigianalità del prodotto, Pistì fa subito centro: il debutto al Cibus raccoglie talmente tanti ordini da richiedere l’immediato acquisto di un capannone adiacente alla storica pasticceria rilevata nel centro di Bronte per iniziare l’attività. Il resto è storia recente: Pistì dà attualmente lavoro stabile a 45 operai, che nei periodi di alta produzione arrivano a 130, con nuove assunzioni ogni anno, in controtendenza quindi rispetto alle medie nazionali.


L’impiego diffuso di mano d’opera femminile e una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente completano il ritratto di un'azienda gioiello che resta un grande laboratorio di pasticceria artigianale dove tutti i processi, dalla lavorazione al confezionamento, curatissimo nella scelta dei packaging e del decor, vengono ad oggi svolti a mano. Tutto questo non può che essere frutto e tesoro insieme di una lezione di saperi e di sapori che, pur nei numeri importanti raggiunti, ha mantenuto quel carattere di manualità che fa di Pistì una storia di successo, permeata di tradizione e innovazione tutte siciliane, in un mix di sapienza ed eccellenza destinati a durare nel tempo.


Le Materie Prime, Prima di Tutto



I nostri sono dolci della tradizione, fatti con ingredienti che raccontano la millenaria storia dolciaria siciliana, in un ideale itinerario attraverso l’Isola: il pistacchio verde di Bronte DOP, la mandorla di Avola, le nocciole dei Nebrodi, lavorati e trasformati secondo criteri che ne preservano l’integrità e li traducono in squisitezze inimitabili. E poi la frutta candita, outsider dell’heritage nostrano, che la tradizione vuole introdotta in Sicilia durante la dominazione araba a Palermo e poi tramandata nei secoli dalle sapienti mani dei migliori pasticceri dell’Isola.


Pistacchio - Sua Eccellenza, Il Pistacchio di Bronte



Pistacchi di Bronte raccolti a mano.


Un Frutto Antico per Tradizione



Pistacchio di Bronte Pianta di origini persiane originaria del bacino del Mediterraneo, il pistacchio si trova citato persino nell’Antico Testamento e veniva coltivato già al tempo degli ebrei per il suo prezioso frutto. In Sicilia furono gli arabi durante la loro dominazione a sviluppare la coltivazione di questa pianta dal frutto particolare, oggi protagonista indiscusso delle nostre paste di mandorla al pistacchio, di croccanti e torroni morbidi ma anche di creme spalmabili dolci e di patè gastronomici, ideali per irresistibili invenzioni culinarie.


Oro Verde dell' Etna



Longevo e resistente, capace di crescere abbarbicato su terreni lavici e scoscesi, il pistacchio verde è, a buon pro, il simbolo della città di Bronte e del suo territorio, le pendici dell’Etna, suo habitat d’eccellenza di cui rappresenta la maggior fonte di ricchezza. Se il pistacchio è chiamato “oro verde”, è oltre che per il colore verde smeraldo, per quelle caratteristiche organolettiche, derivate da un microclima irripetibile altrove, che ne fanno un frutto d’alto pregio, eccellente per dimensioni e sapore rispetto ai pistacchi provenienti da Grecia, Medio Oriente, California o Argentina.


Il Segreto di un Gusto Inconfondibile



È la raccolta ogni 2 anni che fa del Pistacchio di Bronte Dop un frutto unico: solo così la pianta ha il tempo di assorbire dal terreno lavico in cui cresce, tutte quelle sostanze nutritive che rilasciano al frutto poi il suo inconfondibile aroma, il profumo e un sapore che non ha eguali. E che permette a noi di trasformarlo nelle nostre dolci squisitezze.


Mandorla - Mandorla ce n'è Una Sola, Quella Di Avola



Mandorle di Avola, raccolte a mano.


Si fa Presto a Dire Mandorla



Mandorla pizzuta di Avola Originaria del bacino del Mediterraneo, in Sicilia sbarcò con i Fenici e si diffuse ben presto in tutte le colonie greche. Utilizzatissima in cucina fin dai tempi più antichi, la migliore di tutte le mandorle rimane la Pizzuta d’Avola, regina assoluta delle nostre delizie: le paste di mandorla, classiche, al pistacchio o alle nocciole oppure aromatizzate all’arancia o al cioccolato, gli squisiti croccanti, ma anche torroni e torroncini profumati di miele di zagara e glassa di cioccolato bianco o fondente.


La Mennulla, Reginetta del Siracusano



La mandorla di Avola è da sempre coltivata nel siracusano dove il clima temperato dei monti Iblei crea un ambiente ideale dove crescere in armonia col territorio, facendone un prodotto unico, conosciuto in tutto il mondo. Ma ciò che rende la mandorla di Avola così speciale sono le sue qualità organolettiche, che le conferiscono un gusto ineguagliabile e proprietà nutrizionali eccezionali, ad esempio un contenuto in polifenoli, 3 volte superiore a quello della mandorla californiana.


La Pizzuta, Ovvero la Preferita



Tra le tre cultivar principali della mandorla d’Avola, Pizzuta, Fascionello e Romana, la superstar è indubbiamente la Pizzuta, cosi detta per la tipica forma perfettamente ellittica ma appuntita ad una estremità, con note aromatiche di gusto ricche e rotonde eppure così delicate, da eleggerla la preferita dei nostri maestri pasticceri per la preparazione delle delizie Pistì.


Nocciola - La "Nucidda", Regina dei Nebrodi



Nocciole del Nebrodi, raccolte a mano.


Nocciola, Delizia a Tutto Tondo



Arbusto risalente all’epoca preistorica, il nocciolo si diffuse in Europa dopo l’ultima glaciazione. L’Italia e in particolare la Sicilia ne è oggi una delle principali produttrici al mondo grazie anche alle varietà coltivate sui Nebrodi particolarmente apprezzate per l’equilibrio tra aroma, profumo e consistenza, che si ritrovano intatti, nelle paste di mandorla, nei croccanti e torroni o nei chiccosi, squisita frutta secca ricoperta di cioccolato di diversi gusti, tentazione irresistibile per il palato.


Una Terra e Un Tesoro



È almeno dal 1600 che la nocciola è una fonte di ricchezza per il territorio dei Nebrodi, habitat incontaminato e protetto, ricco di biodiversità. Da sempre il ciclo produttivo della nocciola tonda dei Nebrodi, dall’albero al suo impiego in cucina, è stato custodito dalle donne del posto che ne hanno tutelato i frutti, che si caratterizzano rispetto alle altre varietà italiane e straniere per il sapore più dolce, l’intensità del profumo e le caratteristiche organolettiche ricche in selenio, potassio, omega 3 e 6 e anche vitamina E.


Il Triangolo delle Nocciole



E’ nel territorio dei Nebrodi compreso tra Castel’Umberto, Tortorici ed Ucria che è concentrata la produzione di noccioli di alta qualità divisi tra le cultivar Curcia, Carrello, Ghiaria e Minnulare: circa 12,000 ettari che fanno della Sicilia la regione italiana leader nella produzione di questo frutto straordinario la cui raccolta avviene appena raggiunta la piena maturità ovvero tra i mesi di settembre e ottobre quando le nocciole tendono a staccarsi e cadere e le brattee che li avvolgono disseccano. Per poi essere trasformate nelle dolci delizie Pistì.


Frutta Candita - Dolcezze, che Vengono da Lontano



Frutti pregiati, raccolti a mano.


Semplicemente, Squisita



Frutta candita La frutta candita ha la sua origine antichissima nella pratica, già diffusa in Mesopotamia e in Cina, di usare lo zucchero per conservare frutta, radici e piante. Si deve agli arabi l’aver trasformato questo sistema di conservazione in una leccornia di frutta immersa in una soluzione zuccherina irresistibile per il palato. La frutta candita è oggi l’ingrediente principe di alcuni protagonisti della nostra arte pasticcera: il classico panettone con canditi all’arancia, le paste di mandorla aromatizzate agli agrumi, arancia e mandarino in testa, ma anche i chiccosi, filetti di arancia candita naturali o glassati al cioccolato.


Antica Dolcezza, Per Moderne Delizie



Antica e laboriosa eredità della influenza araba sulla tradizione dolciaria siciliana, la canditura della frutta consiste fin dall’antichità nella bollitura di frutta principalmente ma anche di fiori e radici, che mantengono così colore, sapore e forma indispensabili per gli usi in pasticceria ai quali sono destinati. La tradizione della frutta candita pesca infatti in un passato, neanche tanto lontano, in cui non c’erano serre nè frutta fuori stagione e non si buttava nulla, per cui la frutta in più che non si consumava veniva sottoposta alla canditura così se ne allungava la vita e si aveva una semplice leccornia da usare dolcemente al bisogno.


Canditi, dalla A alla Z



Arance, ciliegie, mandarini, pere, zuccata; tante varietà di frutta che si prestano a svariate occasioni d'utilizzo, in un connubio di tradizione e modernità che eredita dalle origini la selezione di una materia prima eccezionale e la unisce ad una voglia di novità sempre sintonizzata sulle preferenze del consumatore: recupero quindi delle antiche ricette, ma anche sensibilità e attenzione ai nuovi gusti emergenti, con una passione per il prodotto immutata e senza tempo.


Il Nostro Segreto? La Lavorazione Artigianale



I nostri dolci, nascondono una certezza: l’essere frutto del lavoro, attento e metodico, delle mani che li hanno realizzati. Non macchine o bracci meccanici, ma mani appunto, che in quel pasticcino, torroncino, panettone, chiccoso che sia, hanno messo tutto l’impegno che solo l'operosità umana può raggiungere. Per questo motivo possiamo definirci ancora e sempre un laboratorio artigianale: per l’imprinting d'ingegno e di lavoro certosino, in cui nulla viene lasciato al caso e che si percepisce in ogni singolo passaggio di questa nostra lavorazione.



Impastare è una vocazione, e noi l’abbiamo fatta nostra: che si tratti di farina per i fragranti panettoni o le golose colombe pasquali, di impasti per la pasticceria tradizionale di mandorle e zucchero, o di torroni e croccanti amalgama di miele di zagara e profumata frutta secca. Comunque, impastare è la cosa in cui ci esprimiamo al meglio, ci piace e ci viene benissimo perché i nostri maestri pasticceri conoscono quest’arte come nessuno e la replicano in capolavori di gola che non finiamo mai di perfezionare, in una ricerca della qualità e del nuovo che ci accompagna costante in tutto il nostro lavoro.


Lievitazione



Immaginate un impasto di ingredienti e materie prime eccezionali che viene messo a lievitare. Passa un giorno e questo lievita ancora, rilasciando nel calore tutti gli aromi e i profumi di ingredienti sceltissimi. Così, riposato fino a 36 ore e più, questo impasto diventa ciò che arriva sulle nostre tavole: un capolavoro di dolcezza che non smette di incantare il palato di chi lo assaggia: un’emozione dei sensi che comincia con gli occhi, al solo vederlo e già ancora prima di scartarlo, e continua con la bocca e il gusto di assaporare qualcosa che tramanda ricette immutate nel tempo, in una dolcezza senza fine.


Cottura



Dopo la lievitazione, i nostri impasti, già fragranti di aromi e sapori, passano nel forno per un'attenta cottura che rappresenta il passaggio cruciale di una lavorazione che fa della lentezza il suo principale motivo ispiratore. Solo così infatti i panettoni, le colombe, i dolcetti di frolla, raggiungono in forno, quella perfezione sublime oltre la quale non resta che l’assaggio. E non è un caso che Pistì firmi anche capolavori dell’arte da forno.



Guarnitura



Una bontà che si vede la nostra, non a caso ogni delizia Pistì, che si tratti dei fragranti panettoni o delle golose colombe, ma anche dei deliziosi dolcetti di frolla e mandorla, o dei chiccosi, è frutto di una maniacale attenzione per il dettaglio, dove il buono della degustazione si accompagna al bello della decorazione ed è qui che viene fuori tutta la artigianale manualità che accompagna le nostre dolcezze: non c’è granella o chicco di frutta secca, pezzetto di candito o glassa di copertura, che non venga apposto dalle mani sapienti dei nostri pasticceri e dosato con attenzione, per un risultato finale che parla da solo, dove la dolcezza è servita, in bellezza.


Confezionamento



I dettagli sono importanti, ed è per questo che dedichiamo al packaging in cui le delizie Pistì sono racchiuse, una grandissima attenzione. Solo così possiamo garantire e preservare tutta la fragranza che esse racchiudono appena fatte.



Con la scelta di involucri di qualità, selezionati principalmente per la loro funzionalità, ma anche perché vogliamo che ogni scatola, blister, nastro o fiocco, sia all’altezza della bontà che custodisce dentro.



È il Territorio, A Renderci Più Buoni



Pistacchi di Bronte raccolti a mano.


Bontà Sotto il Vulcano



L’Etna genera intorno a se solo buoni frutti. E fa sua tutta la tradizione dolciaria isolana nella rinnovata creazione di capolavori, all’insegna della dolcezza.



Nel Segno del Territorio



I nostri dolci raccontano la loro storia e insieme quella della nostra terra. La pasta di mandorle, più siciliana che altrove perché è a noi che gli arabi l’hanno lasciata. Il cioccolato, di eccellenza come lo svizzero perché gli spagnoli, appresolo a loro volta dagli aztechi, lo portarono in Sicilia nella dominazione del XVI secolo. E poi il torrone e i croccanti anche questi nella nostra tradizione perché variazione sul tema dell’antica cubaida araba di sesamo e miele. Dolci di tradizione, che noi tramandiamo sperimentandoli in sempre nuovi accordi, in una ricerca di golosità che non finisce mai. Dalla terra, ma sempre con dolcezza.


Dolci per Tutti i Gusti



Un continuo rimando tra morbido e croccante, dolcissimo a meno dolce, cioccolatoso e non, aromatico e fruttato, in un viaggio a 360° nella Sicilia più dolce.

Pistì


Da Un’Arte Antica, Solo Dolcezze Contemporanee



Crema di Pistacchio



Un modo nuovo è un mondo nuovo, tutto da spalmare. La crema dolce di pistacchio, l’alternativa verde alle creme spalmabili al cacao. Fatta solo con i migliori pistacchi. Una bontà da godersi sempre, a colazione sul pane per iniziare la giornata con l’energia della frutta secca, come spuntino dolce per ricaricarsi, dessert semplice per un finepasto godurioso. Ma anche ingrediente gourmand in cucina, speciale per farcire crêpes e pasta frolla. Una bontà unica, buona soprattutto da sola: irresistibile golosità, piacere che si fonde in bocca.


Un Grande Laboratorio di Pasticceria Siciliana



E il suo segreto: una vera sapienza artigianale, che parla il linguaggio della genuinità.


Una Storia di Successo, Formato Sicilia



Tradizione e sapori che partono da lontano e oggi arrivano ovunque.


Pistì nasce quasi da un gioco, quello di 2 giovani che 15 anni fa decidono, appena ventenni, di scommettersi in un progetto che coniugasse la vocazione dolciaria siciliana con un moderno modo di fare impresa. L’intuizione che Nino Marino e Vincenzo Longhitano ebbero allora fu quella di inventarsi un laboratorio artigianale per la produzione di dolci tipici siciliani: quindi torroni, frutta martorana, croccanti e cioccolato, specialità alle mandorle, panettoni e colombe, ma con un nuovo mood di ricercatezza e creatività che incontrassero il palato e la voglia di novità delle giovani generazioni.


Grazie all’impiego di una materia prima eccellente e ad una lavorazione che punta su un’accurata artigianalità del prodotto, Pistì fa subito centro: il debutto al Cibus raccoglie talmente tanti ordini da richiedere l’immediato acquisto di un capannone adiacente alla storica pasticceria rilevata nel centro di Bronte per iniziare l’attività. Il resto è storia recente: Pistì dà attualmente lavoro stabile a 45 operai, che nei periodi di alta produzione arrivano a 130, con nuove assunzioni ogni anno, in controtendenza quindi rispetto alle medie nazionali.


L’impiego diffuso di mano d’opera femminile e una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente completano il ritratto di un'azienda gioiello che resta un grande laboratorio di pasticceria artigianale dove tutti i processi, dalla lavorazione al confezionamento, curatissimo nella scelta dei packaging e del decor, vengono ad oggi svolti a mano. Tutto questo non può che essere frutto e tesoro insieme di una lezione di saperi e di sapori che, pur nei numeri importanti raggiunti, ha mantenuto quel carattere di manualità che fa di Pistì una storia di successo, permeata di tradizione e innovazione tutte siciliane, in un mix di sapienza ed eccellenza destinati a durare nel tempo.


Le Materie Prime, Prima di Tutto



I nostri sono dolci della tradizione, fatti con ingredienti che raccontano la millenaria storia dolciaria siciliana, in un ideale itinerario attraverso l’Isola: il pistacchio verde di Bronte DOP, la mandorla di Avola, le nocciole dei Nebrodi, lavorati e trasformati secondo criteri che ne preservano l’integrità e li traducono in squisitezze inimitabili. E poi la frutta candita, outsider dell’heritage nostrano, che la tradizione vuole introdotta in Sicilia durante la dominazione araba a Palermo e poi tramandata nei secoli dalle sapienti mani dei migliori pasticceri dell’Isola.


Pistacchio - Sua Eccellenza, Il Pistacchio di Bronte



Pistacchi di Bronte raccolti a mano.


Un Frutto Antico per Tradizione



Pistacchio di Bronte Pianta di origini persiane originaria del bacino del Mediterraneo, il pistacchio si trova citato persino nell’Antico Testamento e veniva coltivato già al tempo degli ebrei per il suo prezioso frutto. In Sicilia furono gli arabi durante la loro dominazione a sviluppare la coltivazione di questa pianta dal frutto particolare, oggi protagonista indiscusso delle nostre paste di mandorla al pistacchio, di croccanti e torroni morbidi ma anche di creme spalmabili dolci e di patè gastronomici, ideali per irresistibili invenzioni culinarie.


Oro Verde dell' Etna



Longevo e resistente, capace di crescere abbarbicato su terreni lavici e scoscesi, il pistacchio verde è, a buon pro, il simbolo della città di Bronte e del suo territorio, le pendici dell’Etna, suo habitat d’eccellenza di cui rappresenta la maggior fonte di ricchezza. Se il pistacchio è chiamato “oro verde”, è oltre che per il colore verde smeraldo, per quelle caratteristiche organolettiche, derivate da un microclima irripetibile altrove, che ne fanno un frutto d’alto pregio, eccellente per dimensioni e sapore rispetto ai pistacchi provenienti da Grecia, Medio Oriente, California o Argentina.


Il Segreto di un Gusto Inconfondibile



È la raccolta ogni 2 anni che fa del Pistacchio di Bronte Dop un frutto unico: solo così la pianta ha il tempo di assorbire dal terreno lavico in cui cresce, tutte quelle sostanze nutritive che rilasciano al frutto poi il suo inconfondibile aroma, il profumo e un sapore che non ha eguali. E che permette a noi di trasformarlo nelle nostre dolci squisitezze.


Mandorla - Mandorla ce n'è Una Sola, Quella Di Avola



Mandorle di Avola, raccolte a mano.


Si fa Presto a Dire Mandorla



Mandorla pizzuta di Avola Originaria del bacino del Mediterraneo, in Sicilia sbarcò con i Fenici e si diffuse ben presto in tutte le colonie greche. Utilizzatissima in cucina fin dai tempi più antichi, la migliore di tutte le mandorle rimane la Pizzuta d’Avola, regina assoluta delle nostre delizie: le paste di mandorla, classiche, al pistacchio o alle nocciole oppure aromatizzate all’arancia o al cioccolato, gli squisiti croccanti, ma anche torroni e torroncini profumati di miele di zagara e glassa di cioccolato bianco o fondente.


La Mennulla, Reginetta del Siracusano



La mandorla di Avola è da sempre coltivata nel siracusano dove il clima temperato dei monti Iblei crea un ambiente ideale dove crescere in armonia col territorio, facendone un prodotto unico, conosciuto in tutto il mondo. Ma ciò che rende la mandorla di Avola così speciale sono le sue qualità organolettiche, che le conferiscono un gusto ineguagliabile e proprietà nutrizionali eccezionali, ad esempio un contenuto in polifenoli, 3 volte superiore a quello della mandorla californiana.


La Pizzuta, Ovvero la Preferita



Tra le tre cultivar principali della mandorla d’Avola, Pizzuta, Fascionello e Romana, la superstar è indubbiamente la Pizzuta, cosi detta per la tipica forma perfettamente ellittica ma appuntita ad una estremità, con note aromatiche di gusto ricche e rotonde eppure così delicate, da eleggerla la preferita dei nostri maestri pasticceri per la preparazione delle delizie Pistì.


Nocciola - La "Nucidda", Regina dei Nebrodi



Nocciole del Nebrodi, raccolte a mano.


Nocciola, Delizia a Tutto Tondo



Arbusto risalente all’epoca preistorica, il nocciolo si diffuse in Europa dopo l’ultima glaciazione. L’Italia e in particolare la Sicilia ne è oggi una delle principali produttrici al mondo grazie anche alle varietà coltivate sui Nebrodi particolarmente apprezzate per l’equilibrio tra aroma, profumo e consistenza, che si ritrovano intatti, nelle paste di mandorla, nei croccanti e torroni o nei chiccosi, squisita frutta secca ricoperta di cioccolato di diversi gusti, tentazione irresistibile per il palato.


Una Terra e Un Tesoro



È almeno dal 1600 che la nocciola è una fonte di ricchezza per il territorio dei Nebrodi, habitat incontaminato e protetto, ricco di biodiversità. Da sempre il ciclo produttivo della nocciola tonda dei Nebrodi, dall’albero al suo impiego in cucina, è stato custodito dalle donne del posto che ne hanno tutelato i frutti, che si caratterizzano rispetto alle altre varietà italiane e straniere per il sapore più dolce, l’intensità del profumo e le caratteristiche organolettiche ricche in selenio, potassio, omega 3 e 6 e anche vitamina E.


Il Triangolo delle Nocciole



E’ nel territorio dei Nebrodi compreso tra Castel’Umberto, Tortorici ed Ucria che è concentrata la produzione di noccioli di alta qualità divisi tra le cultivar Curcia, Carrello, Ghiaria e Minnulare: circa 12,000 ettari che fanno della Sicilia la regione italiana leader nella produzione di questo frutto straordinario la cui raccolta avviene appena raggiunta la piena maturità ovvero tra i mesi di settembre e ottobre quando le nocciole tendono a staccarsi e cadere e le brattee che li avvolgono disseccano. Per poi essere trasformate nelle dolci delizie Pistì.


Frutta Candita - Dolcezze, che Vengono da Lontano



Frutti pregiati, raccolti a mano.


Semplicemente, Squisita



Frutta candita La frutta candita ha la sua origine antichissima nella pratica, già diffusa in Mesopotamia e in Cina, di usare lo zucchero per conservare frutta, radici e piante. Si deve agli arabi l’aver trasformato questo sistema di conservazione in una leccornia di frutta immersa in una soluzione zuccherina irresistibile per il palato. La frutta candita è oggi l’ingrediente principe di alcuni protagonisti della nostra arte pasticcera: il classico panettone con canditi all’arancia, le paste di mandorla aromatizzate agli agrumi, arancia e mandarino in testa, ma anche i chiccosi, filetti di arancia candita naturali o glassati al cioccolato.


Antica Dolcezza, Per Moderne Delizie



Antica e laboriosa eredità della influenza araba sulla tradizione dolciaria siciliana, la canditura della frutta consiste fin dall’antichità nella bollitura di frutta principalmente ma anche di fiori e radici, che mantengono così colore, sapore e forma indispensabili per gli usi in pasticceria ai quali sono destinati. La tradizione della frutta candita pesca infatti in un passato, neanche tanto lontano, in cui non c’erano serre nè frutta fuori stagione e non si buttava nulla, per cui la frutta in più che non si consumava veniva sottoposta alla canditura così se ne allungava la vita e si aveva una semplice leccornia da usare dolcemente al bisogno.


Canditi, dalla A alla Z



Arance, ciliegie, mandarini, pere, zuccata; tante varietà di frutta che si prestano a svariate occasioni d'utilizzo, in un connubio di tradizione e modernità che eredita dalle origini la selezione di una materia prima eccezionale e la unisce ad una voglia di novità sempre sintonizzata sulle preferenze del consumatore: recupero quindi delle antiche ricette, ma anche sensibilità e attenzione ai nuovi gusti emergenti, con una passione per il prodotto immutata e senza tempo.


Il Nostro Segreto? La Lavorazione Artigianale



I nostri dolci, nascondono una certezza: l’essere frutto del lavoro, attento e metodico, delle mani che li hanno realizzati. Non macchine o bracci meccanici, ma mani appunto, che in quel pasticcino, torroncino, panettone, chiccoso che sia, hanno messo tutto l’impegno che solo l'operosità umana può raggiungere. Per questo motivo possiamo definirci ancora e sempre un laboratorio artigianale: per l’imprinting d'ingegno e di lavoro certosino, in cui nulla viene lasciato al caso e che si percepisce in ogni singolo passaggio di questa nostra lavorazione.



Impastare è una vocazione, e noi l’abbiamo fatta nostra: che si tratti di farina per i fragranti panettoni o le golose colombe pasquali, di impasti per la pasticceria tradizionale di mandorle e zucchero, o di torroni e croccanti amalgama di miele di zagara e profumata frutta secca. Comunque, impastare è la cosa in cui ci esprimiamo al meglio, ci piace e ci viene benissimo perché i nostri maestri pasticceri conoscono quest’arte come nessuno e la replicano in capolavori di gola che non finiamo mai di perfezionare, in una ricerca della qualità e del nuovo che ci accompagna costante in tutto il nostro lavoro.


Lievitazione



Immaginate un impasto di ingredienti e materie prime eccezionali che viene messo a lievitare. Passa un giorno e questo lievita ancora, rilasciando nel calore tutti gli aromi e i profumi di ingredienti sceltissimi. Così, riposato fino a 36 ore e più, questo impasto diventa ciò che arriva sulle nostre tavole: un capolavoro di dolcezza che non smette di incantare il palato di chi lo assaggia: un’emozione dei sensi che comincia con gli occhi, al solo vederlo e già ancora prima di scartarlo, e continua con la bocca e il gusto di assaporare qualcosa che tramanda ricette immutate nel tempo, in una dolcezza senza fine.


Cottura



Dopo la lievitazione, i nostri impasti, già fragranti di aromi e sapori, passano nel forno per un'attenta cottura che rappresenta il passaggio cruciale di una lavorazione che fa della lentezza il suo principale motivo ispiratore. Solo così infatti i panettoni, le colombe, i dolcetti di frolla, raggiungono in forno, quella perfezione sublime oltre la quale non resta che l’assaggio. E non è un caso che Pistì firmi anche capolavori dell’arte da forno.



Guarnitura



Una bontà che si vede la nostra, non a caso ogni delizia Pistì, che si tratti dei fragranti panettoni o delle golose colombe, ma anche dei deliziosi dolcetti di frolla e mandorla, o dei chiccosi, è frutto di una maniacale attenzione per il dettaglio, dove il buono della degustazione si accompagna al bello della decorazione ed è qui che viene fuori tutta la artigianale manualità che accompagna le nostre dolcezze: non c’è granella o chicco di frutta secca, pezzetto di candito o glassa di copertura, che non venga apposto dalle mani sapienti dei nostri pasticceri e dosato con attenzione, per un risultato finale che parla da solo, dove la dolcezza è servita, in bellezza.


Confezionamento



I dettagli sono importanti, ed è per questo che dedichiamo al packaging in cui le delizie Pistì sono racchiuse, una grandissima attenzione. Solo così possiamo garantire e preservare tutta la fragranza che esse racchiudono appena fatte.



Con la scelta di involucri di qualità, selezionati principalmente per la loro funzionalità, ma anche perché vogliamo che ogni scatola, blister, nastro o fiocco, sia all’altezza della bontà che custodisce dentro.



È il Territorio, A Renderci Più Buoni



Pistacchi di Bronte raccolti a mano.


Bontà Sotto il Vulcano



L’Etna genera intorno a se solo buoni frutti. E fa sua tutta la tradizione dolciaria isolana nella rinnovata creazione di capolavori, all’insegna della dolcezza.



Nel Segno del Territorio



I nostri dolci raccontano la loro storia e insieme quella della nostra terra. La pasta di mandorle, più siciliana che altrove perché è a noi che gli arabi l’hanno lasciata. Il cioccolato, di eccellenza come lo svizzero perché gli spagnoli, appresolo a loro volta dagli aztechi, lo portarono in Sicilia nella dominazione del XVI secolo. E poi il torrone e i croccanti anche questi nella nostra tradizione perché variazione sul tema dell’antica cubaida araba di sesamo e miele. Dolci di tradizione, che noi tramandiamo sperimentandoli in sempre nuovi accordi, in una ricerca di golosità che non finisce mai. Dalla terra, ma sempre con dolcezza.


Dolci per Tutti i Gusti



Un continuo rimando tra morbido e croccante, dolcissimo a meno dolce, cioccolatoso e non, aromatico e fruttato, in un viaggio a 360° nella Sicilia più dolce.

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