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Ars Cenedese Murano


Alta Qualità ed Esclusività dal 1946



Vetro Artistico di Murano



Vetro Soffiato dal 1946



Chi Siamo



Fondata nel 1946, Ars Cenedese Murano, grazie all’alta qualità ed all’esclusività della sua produzione, si è presto affermata a livello internazionale come una delle realtà più prestigiose dell’isola di Murano, capitale mondiale del vetro artistico fatto a mano.



Pur continuando e facendo propria l’antica tradizione del vetro artistico muranese (risalente al XII° secolo) attraverso la realizzazione di raffinati articoli, Ars Cenedese Murano ha saputo cogliere e sviluppare le suggestioni dell’arte contemporanea, ponendosi così all’avanguardia nel campo dell’arte vetraria.



Per questa spiccata sensibilità artistica e vocazione all’eccellenza, grazie all’abilità e al talento dei suoi maestri vetrai, ogni oggetto risulta unico e speciale, immagine dell’amore per il vetro e il Bello.


La Nostra Storia



Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver trascorso la sua giovinezza alla scuola dei grandi Maestri dell’epoca Gino Cenedese fondò la sua vetreria nel 1946 assieme ai grandi Maestri Alfredo Barbini, Gino Fort, Angelo Tosi e Pietro Scaramal.


Rimasto unico proprietario nel 1949 a seguito del ritiro dei soci, Gino Cenedese seppe coniugare la millenaria tradizione del vetro con la creatività dei maestri del XVIII° secolo, il destino di essere nato in un’isola di maestri vetrai con la sensibilità artistica e il coraggio imprenditoriale, la perizia tecnica con la vocazione all’eccellenza.


Sotto la sua guida, la fabbrica acquisì ben presto fama internazionale per il valore e l’esclusività della sua produzione, affermandosi come una delle più qualificate dell’isola di Murano.



La vetreria si sviluppò secondo due direttrici: da un lato continuò l’antica tradizione del vetro artistico muranese – bicchieri soffiati, vasi, piatti, alzate e lampadari veneziani -, dall’altro accolse le suggestioni dell’arte contemporanea, sotto la spinta della continua ricerca di nuove tecniche ed effetti resi possibili dalla materia vitrea.


Si svilupparono così proficue collaborazioni con artisti e designer: dal 1953 al 1958 con l’artista e scultore Napoleone Martinuzzi che creò figure femminili in vetro massiccio, pannelli decorativi in bassorilievo e grandi lampadari;  con il pittore Luigi Scarpa Croce che ideò nuove forme in vetro sommerso; dal 1954 al 1962 con il designer Fulvio Bianconi, del quale alcune creazioni vennero esposte alla Biennale nel 1954.



Al periodo tra il 1963 e il 1972 risale la collaborazione con il maestro vetraio Ermanno Nason, al quale venne garantita grande libertà creativa che dette vita ad una produzione estremamente varia sempre alla ricerca – conseguita con successo – della massima qualità ed eccellenza, tuttora ineguagliata.


In questo periodo si colloca inoltre la collaborazione con l’artista statunitense Harold Stevenson, che concepì sculture uniche, ispirate ai mutevoli colori della laguna veneziana (1968-1969).



Nel 1958 Antonio Da Ros, appena diplomato all’Istituto d’Arte di Venezia, cominciò a lavorare alla Cenedese, portando un approccio vitale ed entusiasta alla lavorazione del vetro, sperimentando nuovi effetti cromatici nel vetro sommerso. Alla Biennale del 1960 presentò i ‘Contrappunti’, toni di colori sommersi, che gli fecero vincere il premio per la sezione di arte vetraria.


Da allora, le opere di Antonio Da Ros sono state presentate in varie edizioni della Biennale e della Triennale di Milano, oltre che in alcune delle più importanti esposizioni internazionali in tutto il mondo.


Ars Cenedese Murano lavora tutt’oggi con le tecniche e l’arte di una tradizione tramandata di generazione in generazione, realizzando pezzi senza tempo, destinati ad essere unici.


Il Vetro Artistico di Murano



Perché è Diverso?


Il segreto del vetro di Murano risiede nell’artigianalità della sua lavorazione. Un’artigianalità fedele ad una tradizione pressoché millenaria ed una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, facendo tesoro della saggezza del passato e sperimentando tecniche sempre nuove per il futuro.


Perché è Importante Capire la Differenza?


Il vetro artigianale implica differenze notevoli rispetto alla produzione industriale su larga scala. La lavorazione individuale di ogni singolo prodotto effettuata a mano richiede metodi lavorativi completamente differenti da quelli industriali, che si possono ricondurre a tre differenze fondamentali.


Una Maggiore Malleabilità


Produrre a mano significa avere la possibilità di modellare a 360° il prodotto artistico: proprio per questo motivo il maestro vetraio impiegherà tempi e fasi necessariamente superiori rispetto alla grande industria, con un maggiore impegno in termini di fatica ed eventuali correzioni da apportare all’oggetto mentre viene creato.


Dopo secoli di studi teorici e pratici, a seguito di innumerevoli tentativi e lente conquiste,  i maestri vetrai muranesi sono riusciti, attraverso lo sviluppo di una particolare struttura chimica e di specifici strumenti atti ad agevolare il lavoro del maestro (come ad esempio utensili in metallo e in legno, anch’essi prodotti a mano), ad ottenere una maggiore malleabilità del materiale-vetro. Il vetro artistico di Murano si caratterizza per la presenza in maggiori quantità di carbonati e nitrati, come ad esempio il carbonato di sodio e di potassio. Questi fondenti permettono al vetro di fondere a più basse temperature e, soprattutto, di solidificarsi più lentamente, permettendo al maestro di avere più tempo per modellare la forma dell’ oggetto in lavorazione. Per gli stessi motivi il vetro artistico di Murano non presenta percentuali di piombo, dal momento che questi rende più duro il vetro durante la sua trasformazione a caldo. Proprio questa caratteristica fa si che il vetro con il piombo venga largamente utilizzato nel settore industriali dove, attraverso l’uso di macchinari sofisticati, si riesce ad ottenere molto più facilmente la lucentezza, trasparenza ed elasticità tipica del vetro con il piombo, ovvero il cristallo.


I Colori Distintivi / Ineguagliabili


I colori del vetro di Murano spaziano in una gamma di colori vastissima, in quanto ogni fornace tradizionalmente detiene la propria particolare “ricetta” di materie prime utilizzate per l’ottenimento di un determinato colore.


I colori del vetro artistico di Murano sono il risultato di studi empirici secolari, gelosamente custoditi, a differenza dei colori industriali che, spesso tutelati da brevetti ufficiali, diventano patrimonio comune. Inoltre, alcuni colori come giallo, rubino e rosso, poiché ottenuti attraverso l’utilizzo di cadmio, sono particolarmente difficili da trattare: modificando ad esempio il dosaggio, i tempi di lavorazione e la quantità di vetro utilizzati, questi presentano tonalità differenti. Tale caratteristica rende il vetro artistico di Murano ancora più unico, dove ogni oggetto può presentare sfumature di colore spesso uniche e difficilmente ripetibili al 100%.


La Sapienza del Fare


I maestri vetrai tramandano il loro sapere di generazione in generazione, a giovani apprendisti che sviluppano a loro volta tecniche diverse e si specializzano in particolari lavorazioni. Si vengono così a creare oggetti artistici, ciascuno dei quali contiene in sé un sapere secolare e, al tempo stesso, caratteristiche uniche dovute alla sua lavorazione completamente a mano.


Perché Siamo Orgogliosi dei Nostri Prodotti?



Perché Ci Piace


In Ars Cenedese Murano amiamo la forma e i colori dei nostri prodotti, le infinite forme che la malleabilità del vetro di Murano ci consente di realizzare e il calore emanato dai forni della fornace sempre in attività.


Perché è La Nostra Mission


Dal 1946 ci siamo specializzati nella produzione e commercializzazione del vetro artistico di Murano, realizzando ogni singolo prodotto in maniera fedele alla tradizione ed, al tempo stesso, caratterizzato da un design inconfondibile.


Perché Ci Vuole Tempo


Tante ore dedicate alla lavorazione del vetro sono la garanzia di qualità dei nostri prodotti, seguiti con cura in ogni loro fase lavorativa.


Perché Amiamo Farlo


Lo facciamo con passione!


Maestri Vetrai



Antonio da Ros


Antonio Da Ros (1936-2012) si è laureato nel 1957 presso l ' Istituto Superiore di Arti Decorative "Carmini" di Venezia, ottenendo il titolo di Professore in Arti decorative e Architettura. Nel 1958, iniziò a lavorare con la fabbrica di vetro Gino Cenedese (allora Ars Cenedese Murano). La presenza del signor Da Ros è rimasta una caratteristica permanente nella fabbrica di vetro Cenedese, lavorando sempre in stretta collaborazione con i maestri artigiani del vetro. Sotto la sua direzione artistica, la fabbrica ha sviluppato varie linee decorative di design contemporaneo, sempre ai massimi livelli. Innanzitutto, con le forme stilizzate con immersione di vetro colorato; negli anni più recenti, con la tecnica del vetro "scavo" (una particolare finitura del vetro, simile al vetro portato alla luce dagli scavi archeologici) è stata introdotta un'importante linea decorativa in varie nuove creazioni, tutte di grande richiamo per il semplicità delle linee, preziosità del materiale e modernità dei colori. Le sue ultime opere sono state un ritorno alle tradizionali tecniche muranesi del vetro soffiato a mano, ma reinterpretate con una sensibilità contemporanea; come la collezione "Venice dreams", nonché le collezioni "Venezia I" e "Venezia II".


Ermanno Nason


Il Maestro Ermanno Nason nacque a Murano nel 1928 da una delle più antiche famiglie di Murano; le prime notizie sul nome della famiglia Nason risalgono al 1300. Il signor Nason iniziò a lavorare nella fabbrica di vetro di suo padre quando aveva 9 anni; ha sempre detto che l'unico modo per apprendere efficacemente l'arte della fabbricazione del vetro è iniziare in giovane età, osservando da vicino e lavorando accanto a grandi maestri di maggiori capacità. Dopo la scuola elementare, Nason ha frequentato la Scuola di disegno per apprendisti del vetro , dove ha studiato con il professor Vittorio Zecchin e il professor Luigi Scarpa Croce, dividendo il suo tempo tra le lezioni e il lavoro nella fornace. Nel 1952 fu promosso 'Maestro di prima piazza' (cioè maestro principale nella fornace di vetro, l'equivalente di un "primo violino" nel campo della musica). Nel 1953 ebbe luogo una rivoluzione nel mondo di vetro: numerosi artisti celebri - come Chagall, Cocteau, Borsi, Picasso, Arnoldi, Arp, Guttuso, Klee, Kokoscha, Saetti, Max Ernst, Le Corbusier, Fontana, Minguzzi, Underwasser, Brindisi, ecc. - disegnano alcuni disegni da realizzare in vetro e il maestro Ermanno Nason fu uno dei più grandi esecutori. Il signor Nason si è distinto dagli altri artigiani per la sua impeccabile eleganza nel vestire e nei modi, e soprattutto per la sua capacità di creare forme e volumi senza un solo momento di esitazione, lavorando senza dover correggere l'errore per, praticamente parlando, ha uno raramente commesso. Si è specializzato nella tecnica di fabbricazione del vetro chiamata un massello, in cui un blocco di massa vetrosa viene allungato, modellato e fuso, consentendo di unire più pezzi senza cuciture. Dal 1965 al 1972, Nason ha lavorato per la fabbrica di vetro Gino Cenedese creando alcuni pezzi originali di suo disegno, oltre a eseguire progetti del professor Antonio Da Ros ( Cenedese designer residente) e altri artisti famosi - come Harold Stevenson e Silvestri. A Cenedese gli è stato permesso di abbandonare la produzione di routine e lavorare liberamente, innovando a suo piacimento; alcuni pezzi sono audaci e astratti, le opere non sono più soggette al giudizio o alle aspettative di altri. Il signor Nason ha continuato a lavorare nella fornace fino al 1993; i suoi capolavori sono esposti in musei di tutto il mondo o fanno parte di collezioni private. Il Maestro Ermanno Nason è morto a Jaunary 2013.



Napoleone Martinuzzi


Napoleone Martinuzzi (1892-1977) fu uno scultore e designer del vetro italiano. Figlio di un famoso maestro del vetro veneziano, tra il 1906 e il 1909 frequenta la scuola di Antonio Dal Zotto, presso l ' Accademia delle Belle Arti di Venezia. La sua prima mostra è a Ca 'Pesaro a Venezia nel 1908. Dal 1910 al 1911 vive e lavora a Roma nello studio di Angelo Zannelli. Nel 1914 espone a Roma una scultura in marmo bianco alla mostra Seconda secessione romana . Da allora esporrà le sue opere, principalmente sculture in marmo bianco e bronzo, nelle più importanti mostre italiane ed europee ( Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma e anche a Parigi, Bruxelles e Vienna). Nel 1917 inizierà una collaborazione con il famoso poeta e scrittore Gabriele D'Annunzio con il quale progetterà e realizzerà sculture famose come "La Canefora", "La Vittoria Alata" e "La Testa di Michelangelo" che possono essere visto al Vittoriale di Roma insieme a molti bellissimi oggetti in vetro. Dal 1922 al 1931 è direttore del Museo del vetro di Murano e nel 1925 diventerà socio e direttore artistico della fabbrica di vetro Venini . La collaborazione con Venini si traduce in un importante passo avanti nella progettazione e nelle tecniche del vetro. Nel 1932, insieme a Francesco Zecchin, fonda una nuova fabbrica di vetro ed espone alla Triennale di Milano . Dopo un periodo di transizione in cui si dedica principalmente alla scultura, nel 1947 e per cinque anni è direttore artistico per la fabbrica di vetro Arte Vetro di Alberto Seguso e realizza sculture in vetro di torsi e teste femminili. Dal 1953 al 1958 collabora con la fabbrica di vetro Gino Cenedese realizzando lampadari, sculture e bassorilievo pannelli di vetro in stile scavo che possono ancora essere ammirati negli showroom di < em> Ars Cenedese Murano .


Giancarlo Begotti


Il maestro decoratore Giancarlo Begotti, nato a Venezia il 5 dicembre 1920, è considerato uno dei più grandi artisti delle ultime generazioni, per la decorazione fatta a mano sulle opere d'arte in vetro degli artigiani muranesi. Dal momento che ca. 50 anni, ha operato in questo campo. Laureato presso l'Istituto Superiore di Arti Decorative "Carmini" di Venezia; muove i suoi primi passi nel campo del design pubblicitario; e poi, dopo la seconda guerra mondiale, fu attratto dal vetro di Murano e dalle grandi possibilità e sfide nella decorazione di questo prezioso materiale. È rimasto a lavorare nell'isola di Murano; e un periodo importante per la sua carriera sono stati gli anni trascorsi da Cenedese, in stretta collaborazione con i maestri vetrai. Questi sono stati gli anni '60 e '70 e primi anni '80. In particolare, si è dedicato alla decorazione con oro puro, chiamato "GRAFFITO", e con smalti vetrosi colorati; ravvivare le antiche tecniche del glorioso Rinascimento veneziano. Per i soggetti, ha ispirato i pittori veneziani del '600 e' 700 secoli; e anche i suoi soggetti, sempre di temi veneziani (donne - cavalieri - e scene di "campiello"). Le sue opere sono state esposte in numerose esposizioni in Europa, la più recente a Lugano (Svizzera). Alcune delle sue opere si trovano nelle collezioni private di alcune delle persone più importanti del mondo; come l'ex presidente della Cina Hua Guoh Feng - l'ex presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter (un mappamondo di vetro 'Mappamondo', realizzato da Cenedese e dipinto in oro Graffito 'da Begotti, è conservato al Museo della Casa Bianca - Washington, DC).



Maurizio Asti


Il Maestro Maurizio Asti è nato nel 1962 a Murano, dove attualmente lavora per la fabbrica di vetro Ars Cenedese. Il Maestro Asti si unì a Cenedese nel 1977 all'età di 15 anni, iniziando come apprendista accanto al grande maestro Fabio Tosi. Lavorando con il Maestro Tosi ha sviluppato le sue capacità e portato le idee del Maestro Tosi a un livello ancora più elevato. È diventato un maestro nella tecnica del Sommerso (overlay) in cui ottiene l'effetto del colore sospeso alla luce applicando prima un overlay colorato a un nucleo di cristallo e poi incastonando il pezzo in cristallo, separando una sequenza di overlay che sembrano galleggiare dentro. Ha anche sviluppato nuove idee nella scultura del vetro e le sue realizzazioni di forme astratte nella tecnica di sovrapposizione sono semplicemente mozzafiato. Il Maestro Asti continua anche il lavoro del Maestro Fabio Tosi nella riproduzione e produzione di alcuni pezzi romani tradizionali e altri pezzi moderni usando la tecnica dello "Scavo", che applicando diversi tipi di minerali al vetro di fusione conferisce agli oggetti una finitura opaca che cattura la natura proprio processo di ossidazione.



Elena Bucella


La maestra decoratrice Elena Bucella è nata a Venezia il 1 ° ottobre 1959. Fin da bambina ha sempre amato l'arte e ha scelto di esprimersi attraverso dipinti e disegni. Appena terminata la scuola obbligatoria nel 1976, ha fatto domanda per unirsi alla < em> Ars Cenedese Murano fabbrica di vetro, dove conosceva un eccellente dipartimento d'arte che portava avanti l'antica tradizione della decorazione del vetro. Come consuetudine per i giovani allievi, ha iniziato a lavorare come apprendista e tirocinante nel laboratorio. Giovane e talentuosa, presto mostrò un'abilità squisita e fu presa sotto l'ala protettiva del signor Guido Dorigo, allora capo decoratore di Ars Cenedese Murano . Sotto la sua guida ha appreso il mestiere e perfezionato le sue capacità, eccellendo nei vari aspetti della decorazione del vetro e alla fine diventando il capo decoratore di Ars Cenedese Murano dopo il pensionamento del signor Dorigo. Tra le sue opere vale la pena menzionare il globo terrestre di vetro con decorazioni in graffito dorato, la riproduzione della coppa del matrimonio Barovier, diversi piatti con riproduzioni di dipinti famosi, nonché bellissime serie di bicchieri raffiguranti scene di 18 th Vita veneziana del secolo, utilizzando sia il graffito d'oro che le tecniche di smalti colorati.


Le Lavorazioni



Bollinato


Un particolare effetto decorativo usato nel vetro più spesso e consistente in una miriade di grandi e piccole”bolle”, distribuite nei vari strati dell’oggetto. Può essere ottenuto attraverso due metodi. Il primo metodo richiede che il vetro sia fatto rotolare in una superfice metallica piana ricoperta da piccole punte che, al contatto con l’oggetto di vetro nella sua forma malleabile, permettano di creare dei “buchi” che saranno poi coperti con un altro strato di vetro. Il secondo metodo richiede l’utilizzo di uno stampo conico con punte al suo interno. Il vetro soffiato al suo interno presenterà quindi dei buchi che saranno poi riempidi con un altro strato di vetro.


Filigrana


E’ una raffinata tecnica a caldo inventata a Murano durante la prima metà del 16° secolo. La complessa lavorazione degli oggetti filigrana richiede l’utilizzo di canne cristallo preparate precedentemente a mano e contenenti vari colori come ad esempio il più classico “lattimo” e utilizzate per ottenere un design regolare o a spirale. Esistono vari tipi: retticello o filigrana a rete, con una delicata rete all’interno della superficie di vetro; a retortoli, ovvero filigrana intrecciata (detta anche zanfirico dopo che il veneziano Antonio Sanquirico produsse per la prima volta attorno alla prima metà del 19° secolo). La filigrana, o reticello, si ottiene usando canne molto sottili contenenti filamenti di vetro opaco, solitamente bianco. Queste canne a forma di matita vengono collocate l’una accanto all’altra in una superficie refrattaria e scaldate finchè non si fondono fino a diventare un unico oggetto. La “lastra” ottenuta in questo modo viene avvolta attorno a un cilindro di vetro incandescente color cristallo in modo tale che rimangano visibili solamente le canne bianche o colorate che siano. A questo punto il vetro viene soffiato come al solito andando a formare varie forme (vasi, bicchieri, caraffe ecc.). Nel caso della classica tecnica a reticello, la tecnica descritta precedentemente è completata con due fasi a caldo, al termine delle quali si ottiene il famoso stile incrociato. Per poter completare con successo tutte queste procedure sono indispensabili notevoli capacità e talento artistico.


Fenicio


E’ un tipo di decorazione ottenuta mediante l’applicazione di fili di pasta vitrea ancora calda (vetro opaco e colorato con una consistenza simile alla ceramica) sulla superficie dell’oggetto di vetro soffiato. A questo punto i fili vengono “pettinati” con uno strumento speciale al fine di creare motivi a festone ripetuti. Una volta riscaldati e soffiati, questi possono essere incorporati nella superficie dell’oggetto per produrre una superficie liscia. Questa tecnica fu introdotta nella lavorazione Muranese durante la fine del 16° secolo, tuttavia non si conosce il modo in cui allora venisse chiamata. Il termine fenicio fu adottato durante il 19° secolo quando decorazioni simili vennero scoperte nel vetro pre-Romano, Fenicio ed Egiziano.



Sommerso


Lo stile Sommerso è una tecnica decorativa usata per ottenere più strati di vetro in un’unico oggetto. Questo vetro di grosso spessore si ottiene dalla sovrapposizione di più strati di vetro cristallo e di vetro trasparente colorato, immergendo l’oggetto, in fase di lavorazione, nei diversi crogioli di vetro fuso. Molte sono le varianti a questa tecnica poichè alcuni alcuni stratidi vetro trasparente possono essere sostituiti da altri tipi di vetro, come ad esempio quello a bollicine, a foglia d’oro, ecc., la cui inclusione consente pregevoli effetti cromatici. Il vetro sommerso fu particolarmente popolare durante tutti gli anni 30.


Scavo


Il suo nome deriva dal suo particolare aspetto, simile al vetro antico di epoca romana riportato alla luce durante gli scavi. La principale caratteristica di questa lavorazione, introdotta dai nostri maestri negli anni 40, è una superficie ruvida e opaca, prevalentemente grigia ma allo stesso tempo con chiazze di vario colore. L’apparenza opaca e irregolare sono il risultato di una reazione di sali e minerali ossidati sparsi lungo la superficie dell’oggetto durante l’ultima fase della lavorazione.


Calcedonio


Una miscela vitrea con una base scura, rossa quando trasparente, con fili colorati che imitano una varietà di calcedonio naturale, come ad esempio l’agata. Inventato a Murano a metà del 15° secolo, la sua difficile preparazione richiede l’aggiunta di vari composti metallici alla mistura di vetro, ognuno in modi e intervalli specifici. Il segreto della sua lavorazione andò perduto tra la fine del 18° secolo e l’inizio del 19°. Fortunatamente fu riscoperto nel 20° secolo da Lorenzo Radi.



Zanfirico


Nei vari secoli i maestri vetrai Muranesi produssero varie tipologie di canne di vetro colorate, tutte pensate per essere combinate e fuse assieme al fine di comporre una massa di vetro unica con una forma precisa. Questa tecnica fu largamente usata fino al 16° secolo, quando ebbe inizio il declino dell’industria vetraria. Fu “riscoperto” attorno alla metà del 19° secolo quando un antico commerciante Veneziano chiamato Sanfiriquo richiese alle varie fornaci Muranesi una quantità tale di oggetti fatti con quetsa tecnica che da allora tutti i prodotti con questo tecnica furono chiamati con il suo nome. Tra i vari design delle canne a zanfirico, il più delicato è sicuramente quello prodotto con la tecnica della “mezza filigrana”, dove l’aspetto finale dell’oggetto presenta canne di vetro poste l’una accanto all’altra in modo molto ravvicinato.


Ballotton


Uno stampo metallico permette di ottenere una fantasia a “croce” in rilievo. All’interno dello stampo sono presenti piccoli punti a forma di quadrato che, quando il vetro viene soffiato, lasciano tale forma in rilievo. Tale depressione viene maneggiata con cura durante le fasi successive di soffiatura e di modellamento, in modo tale da mantenere questa fantasia geometrica dal nobile aspetto.


Avventurina


E’ una pasta vitrea particolarmente pregiata, inventata dai produttori vetrai durante la prima metà del 17° secolo. Il suo nome deriva dalla complessità della sua lavorazione, la quale era difficile e incerta nel risultato, ovvero una vera e propria avventura. La preparazione dell’ “avventurina” è lunga e delicata e risulta nella formazione di piccoli cristalli color rame, laminati e scintillanti (l’avventurina per questo motivo nel passato venica anche chiamate “stelle”). La sua preparazione fu tenuta segreta per molti secoli e conosciuta solamente da pochi produttori vetrai. Il vetro viene tolto dalla fornace in blocchi solamente dopo che questi si siano raffreddati, prestando sempre attenzione alla fase della rifondita, la quale può compromettere seriamente la qualità dell’avventurina. Quando l’oggetto si è raffreddato viene tagliato come se fosse una pietra oppure direttamente lavorato a caldo per la composizione del prodotto finale. La classica avventurina è di colore marroncino luccicante, mentre di ancor più valore è la “verderame”, che presenta appunto un colore verde rame dall’effetto superbo.


Prodotti Ars Cenedese Murano

Ars Cenedese Murano


Alta Qualità ed Esclusività dal 1946



Vetro Artistico di Murano



Vetro Soffiato dal 1946



Chi Siamo



Fondata nel 1946, Ars Cenedese Murano, grazie all’alta qualità ed all’esclusività della sua produzione, si è presto affermata a livello internazionale come una delle realtà più prestigiose dell’isola di Murano, capitale mondiale del vetro artistico fatto a mano.



Pur continuando e facendo propria l’antica tradizione del vetro artistico muranese (risalente al XII° secolo) attraverso la realizzazione di raffinati articoli, Ars Cenedese Murano ha saputo cogliere e sviluppare le suggestioni dell’arte contemporanea, ponendosi così all’avanguardia nel campo dell’arte vetraria.



Per questa spiccata sensibilità artistica e vocazione all’eccellenza, grazie all’abilità e al talento dei suoi maestri vetrai, ogni oggetto risulta unico e speciale, immagine dell’amore per il vetro e il Bello.


La Nostra Storia



Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver trascorso la sua giovinezza alla scuola dei grandi Maestri dell’epoca Gino Cenedese fondò la sua vetreria nel 1946 assieme ai grandi Maestri Alfredo Barbini, Gino Fort, Angelo Tosi e Pietro Scaramal.


Rimasto unico proprietario nel 1949 a seguito del ritiro dei soci, Gino Cenedese seppe coniugare la millenaria tradizione del vetro con la creatività dei maestri del XVIII° secolo, il destino di essere nato in un’isola di maestri vetrai con la sensibilità artistica e il coraggio imprenditoriale, la perizia tecnica con la vocazione all’eccellenza.


Sotto la sua guida, la fabbrica acquisì ben presto fama internazionale per il valore e l’esclusività della sua produzione, affermandosi come una delle più qualificate dell’isola di Murano.



La vetreria si sviluppò secondo due direttrici: da un lato continuò l’antica tradizione del vetro artistico muranese – bicchieri soffiati, vasi, piatti, alzate e lampadari veneziani -, dall’altro accolse le suggestioni dell’arte contemporanea, sotto la spinta della continua ricerca di nuove tecniche ed effetti resi possibili dalla materia vitrea.


Si svilupparono così proficue collaborazioni con artisti e designer: dal 1953 al 1958 con l’artista e scultore Napoleone Martinuzzi che creò figure femminili in vetro massiccio, pannelli decorativi in bassorilievo e grandi lampadari;  con il pittore Luigi Scarpa Croce che ideò nuove forme in vetro sommerso; dal 1954 al 1962 con il designer Fulvio Bianconi, del quale alcune creazioni vennero esposte alla Biennale nel 1954.



Al periodo tra il 1963 e il 1972 risale la collaborazione con il maestro vetraio Ermanno Nason, al quale venne garantita grande libertà creativa che dette vita ad una produzione estremamente varia sempre alla ricerca – conseguita con successo – della massima qualità ed eccellenza, tuttora ineguagliata.


In questo periodo si colloca inoltre la collaborazione con l’artista statunitense Harold Stevenson, che concepì sculture uniche, ispirate ai mutevoli colori della laguna veneziana (1968-1969).



Nel 1958 Antonio Da Ros, appena diplomato all’Istituto d’Arte di Venezia, cominciò a lavorare alla Cenedese, portando un approccio vitale ed entusiasta alla lavorazione del vetro, sperimentando nuovi effetti cromatici nel vetro sommerso. Alla Biennale del 1960 presentò i ‘Contrappunti’, toni di colori sommersi, che gli fecero vincere il premio per la sezione di arte vetraria.


Da allora, le opere di Antonio Da Ros sono state presentate in varie edizioni della Biennale e della Triennale di Milano, oltre che in alcune delle più importanti esposizioni internazionali in tutto il mondo.


Ars Cenedese Murano lavora tutt’oggi con le tecniche e l’arte di una tradizione tramandata di generazione in generazione, realizzando pezzi senza tempo, destinati ad essere unici.


Il Vetro Artistico di Murano



Perché è Diverso?


Il segreto del vetro di Murano risiede nell’artigianalità della sua lavorazione. Un’artigianalità fedele ad una tradizione pressoché millenaria ed una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, facendo tesoro della saggezza del passato e sperimentando tecniche sempre nuove per il futuro.


Perché è Importante Capire la Differenza?


Il vetro artigianale implica differenze notevoli rispetto alla produzione industriale su larga scala. La lavorazione individuale di ogni singolo prodotto effettuata a mano richiede metodi lavorativi completamente differenti da quelli industriali, che si possono ricondurre a tre differenze fondamentali.


Una Maggiore Malleabilità


Produrre a mano significa avere la possibilità di modellare a 360° il prodotto artistico: proprio per questo motivo il maestro vetraio impiegherà tempi e fasi necessariamente superiori rispetto alla grande industria, con un maggiore impegno in termini di fatica ed eventuali correzioni da apportare all’oggetto mentre viene creato.


Dopo secoli di studi teorici e pratici, a seguito di innumerevoli tentativi e lente conquiste,  i maestri vetrai muranesi sono riusciti, attraverso lo sviluppo di una particolare struttura chimica e di specifici strumenti atti ad agevolare il lavoro del maestro (come ad esempio utensili in metallo e in legno, anch’essi prodotti a mano), ad ottenere una maggiore malleabilità del materiale-vetro. Il vetro artistico di Murano si caratterizza per la presenza in maggiori quantità di carbonati e nitrati, come ad esempio il carbonato di sodio e di potassio. Questi fondenti permettono al vetro di fondere a più basse temperature e, soprattutto, di solidificarsi più lentamente, permettendo al maestro di avere più tempo per modellare la forma dell’ oggetto in lavorazione. Per gli stessi motivi il vetro artistico di Murano non presenta percentuali di piombo, dal momento che questi rende più duro il vetro durante la sua trasformazione a caldo. Proprio questa caratteristica fa si che il vetro con il piombo venga largamente utilizzato nel settore industriali dove, attraverso l’uso di macchinari sofisticati, si riesce ad ottenere molto più facilmente la lucentezza, trasparenza ed elasticità tipica del vetro con il piombo, ovvero il cristallo.


I Colori Distintivi / Ineguagliabili


I colori del vetro di Murano spaziano in una gamma di colori vastissima, in quanto ogni fornace tradizionalmente detiene la propria particolare “ricetta” di materie prime utilizzate per l’ottenimento di un determinato colore.


I colori del vetro artistico di Murano sono il risultato di studi empirici secolari, gelosamente custoditi, a differenza dei colori industriali che, spesso tutelati da brevetti ufficiali, diventano patrimonio comune. Inoltre, alcuni colori come giallo, rubino e rosso, poiché ottenuti attraverso l’utilizzo di cadmio, sono particolarmente difficili da trattare: modificando ad esempio il dosaggio, i tempi di lavorazione e la quantità di vetro utilizzati, questi presentano tonalità differenti. Tale caratteristica rende il vetro artistico di Murano ancora più unico, dove ogni oggetto può presentare sfumature di colore spesso uniche e difficilmente ripetibili al 100%.


La Sapienza del Fare


I maestri vetrai tramandano il loro sapere di generazione in generazione, a giovani apprendisti che sviluppano a loro volta tecniche diverse e si specializzano in particolari lavorazioni. Si vengono così a creare oggetti artistici, ciascuno dei quali contiene in sé un sapere secolare e, al tempo stesso, caratteristiche uniche dovute alla sua lavorazione completamente a mano.


Perché Siamo Orgogliosi dei Nostri Prodotti?



Perché Ci Piace


In Ars Cenedese Murano amiamo la forma e i colori dei nostri prodotti, le infinite forme che la malleabilità del vetro di Murano ci consente di realizzare e il calore emanato dai forni della fornace sempre in attività.


Perché è La Nostra Mission


Dal 1946 ci siamo specializzati nella produzione e commercializzazione del vetro artistico di Murano, realizzando ogni singolo prodotto in maniera fedele alla tradizione ed, al tempo stesso, caratterizzato da un design inconfondibile.


Perché Ci Vuole Tempo


Tante ore dedicate alla lavorazione del vetro sono la garanzia di qualità dei nostri prodotti, seguiti con cura in ogni loro fase lavorativa.


Perché Amiamo Farlo


Lo facciamo con passione!


Maestri Vetrai



Antonio da Ros


Antonio Da Ros (1936-2012) si è laureato nel 1957 presso l ' Istituto Superiore di Arti Decorative "Carmini" di Venezia, ottenendo il titolo di Professore in Arti decorative e Architettura. Nel 1958, iniziò a lavorare con la fabbrica di vetro Gino Cenedese (allora Ars Cenedese Murano). La presenza del signor Da Ros è rimasta una caratteristica permanente nella fabbrica di vetro Cenedese, lavorando sempre in stretta collaborazione con i maestri artigiani del vetro. Sotto la sua direzione artistica, la fabbrica ha sviluppato varie linee decorative di design contemporaneo, sempre ai massimi livelli. Innanzitutto, con le forme stilizzate con immersione di vetro colorato; negli anni più recenti, con la tecnica del vetro "scavo" (una particolare finitura del vetro, simile al vetro portato alla luce dagli scavi archeologici) è stata introdotta un'importante linea decorativa in varie nuove creazioni, tutte di grande richiamo per il semplicità delle linee, preziosità del materiale e modernità dei colori. Le sue ultime opere sono state un ritorno alle tradizionali tecniche muranesi del vetro soffiato a mano, ma reinterpretate con una sensibilità contemporanea; come la collezione "Venice dreams", nonché le collezioni "Venezia I" e "Venezia II".


Ermanno Nason


Il Maestro Ermanno Nason nacque a Murano nel 1928 da una delle più antiche famiglie di Murano; le prime notizie sul nome della famiglia Nason risalgono al 1300. Il signor Nason iniziò a lavorare nella fabbrica di vetro di suo padre quando aveva 9 anni; ha sempre detto che l'unico modo per apprendere efficacemente l'arte della fabbricazione del vetro è iniziare in giovane età, osservando da vicino e lavorando accanto a grandi maestri di maggiori capacità. Dopo la scuola elementare, Nason ha frequentato la Scuola di disegno per apprendisti del vetro , dove ha studiato con il professor Vittorio Zecchin e il professor Luigi Scarpa Croce, dividendo il suo tempo tra le lezioni e il lavoro nella fornace. Nel 1952 fu promosso 'Maestro di prima piazza' (cioè maestro principale nella fornace di vetro, l'equivalente di un "primo violino" nel campo della musica). Nel 1953 ebbe luogo una rivoluzione nel mondo di vetro: numerosi artisti celebri - come Chagall, Cocteau, Borsi, Picasso, Arnoldi, Arp, Guttuso, Klee, Kokoscha, Saetti, Max Ernst, Le Corbusier, Fontana, Minguzzi, Underwasser, Brindisi, ecc. - disegnano alcuni disegni da realizzare in vetro e il maestro Ermanno Nason fu uno dei più grandi esecutori. Il signor Nason si è distinto dagli altri artigiani per la sua impeccabile eleganza nel vestire e nei modi, e soprattutto per la sua capacità di creare forme e volumi senza un solo momento di esitazione, lavorando senza dover correggere l'errore per, praticamente parlando, ha uno raramente commesso. Si è specializzato nella tecnica di fabbricazione del vetro chiamata un massello, in cui un blocco di massa vetrosa viene allungato, modellato e fuso, consentendo di unire più pezzi senza cuciture. Dal 1965 al 1972, Nason ha lavorato per la fabbrica di vetro Gino Cenedese creando alcuni pezzi originali di suo disegno, oltre a eseguire progetti del professor Antonio Da Ros ( Cenedese designer residente) e altri artisti famosi - come Harold Stevenson e Silvestri. A Cenedese gli è stato permesso di abbandonare la produzione di routine e lavorare liberamente, innovando a suo piacimento; alcuni pezzi sono audaci e astratti, le opere non sono più soggette al giudizio o alle aspettative di altri. Il signor Nason ha continuato a lavorare nella fornace fino al 1993; i suoi capolavori sono esposti in musei di tutto il mondo o fanno parte di collezioni private. Il Maestro Ermanno Nason è morto a Jaunary 2013.



Napoleone Martinuzzi


Napoleone Martinuzzi (1892-1977) fu uno scultore e designer del vetro italiano. Figlio di un famoso maestro del vetro veneziano, tra il 1906 e il 1909 frequenta la scuola di Antonio Dal Zotto, presso l ' Accademia delle Belle Arti di Venezia. La sua prima mostra è a Ca 'Pesaro a Venezia nel 1908. Dal 1910 al 1911 vive e lavora a Roma nello studio di Angelo Zannelli. Nel 1914 espone a Roma una scultura in marmo bianco alla mostra Seconda secessione romana . Da allora esporrà le sue opere, principalmente sculture in marmo bianco e bronzo, nelle più importanti mostre italiane ed europee ( Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma e anche a Parigi, Bruxelles e Vienna). Nel 1917 inizierà una collaborazione con il famoso poeta e scrittore Gabriele D'Annunzio con il quale progetterà e realizzerà sculture famose come "La Canefora", "La Vittoria Alata" e "La Testa di Michelangelo" che possono essere visto al Vittoriale di Roma insieme a molti bellissimi oggetti in vetro. Dal 1922 al 1931 è direttore del Museo del vetro di Murano e nel 1925 diventerà socio e direttore artistico della fabbrica di vetro Venini . La collaborazione con Venini si traduce in un importante passo avanti nella progettazione e nelle tecniche del vetro. Nel 1932, insieme a Francesco Zecchin, fonda una nuova fabbrica di vetro ed espone alla Triennale di Milano . Dopo un periodo di transizione in cui si dedica principalmente alla scultura, nel 1947 e per cinque anni è direttore artistico per la fabbrica di vetro Arte Vetro di Alberto Seguso e realizza sculture in vetro di torsi e teste femminili. Dal 1953 al 1958 collabora con la fabbrica di vetro Gino Cenedese realizzando lampadari, sculture e bassorilievo pannelli di vetro in stile scavo che possono ancora essere ammirati negli showroom di < em> Ars Cenedese Murano .


Giancarlo Begotti


Il maestro decoratore Giancarlo Begotti, nato a Venezia il 5 dicembre 1920, è considerato uno dei più grandi artisti delle ultime generazioni, per la decorazione fatta a mano sulle opere d'arte in vetro degli artigiani muranesi. Dal momento che ca. 50 anni, ha operato in questo campo. Laureato presso l'Istituto Superiore di Arti Decorative "Carmini" di Venezia; muove i suoi primi passi nel campo del design pubblicitario; e poi, dopo la seconda guerra mondiale, fu attratto dal vetro di Murano e dalle grandi possibilità e sfide nella decorazione di questo prezioso materiale. È rimasto a lavorare nell'isola di Murano; e un periodo importante per la sua carriera sono stati gli anni trascorsi da Cenedese, in stretta collaborazione con i maestri vetrai. Questi sono stati gli anni '60 e '70 e primi anni '80. In particolare, si è dedicato alla decorazione con oro puro, chiamato "GRAFFITO", e con smalti vetrosi colorati; ravvivare le antiche tecniche del glorioso Rinascimento veneziano. Per i soggetti, ha ispirato i pittori veneziani del '600 e' 700 secoli; e anche i suoi soggetti, sempre di temi veneziani (donne - cavalieri - e scene di "campiello"). Le sue opere sono state esposte in numerose esposizioni in Europa, la più recente a Lugano (Svizzera). Alcune delle sue opere si trovano nelle collezioni private di alcune delle persone più importanti del mondo; come l'ex presidente della Cina Hua Guoh Feng - l'ex presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter (un mappamondo di vetro 'Mappamondo', realizzato da Cenedese e dipinto in oro Graffito 'da Begotti, è conservato al Museo della Casa Bianca - Washington, DC).



Maurizio Asti


Il Maestro Maurizio Asti è nato nel 1962 a Murano, dove attualmente lavora per la fabbrica di vetro Ars Cenedese. Il Maestro Asti si unì a Cenedese nel 1977 all'età di 15 anni, iniziando come apprendista accanto al grande maestro Fabio Tosi. Lavorando con il Maestro Tosi ha sviluppato le sue capacità e portato le idee del Maestro Tosi a un livello ancora più elevato. È diventato un maestro nella tecnica del Sommerso (overlay) in cui ottiene l'effetto del colore sospeso alla luce applicando prima un overlay colorato a un nucleo di cristallo e poi incastonando il pezzo in cristallo, separando una sequenza di overlay che sembrano galleggiare dentro. Ha anche sviluppato nuove idee nella scultura del vetro e le sue realizzazioni di forme astratte nella tecnica di sovrapposizione sono semplicemente mozzafiato. Il Maestro Asti continua anche il lavoro del Maestro Fabio Tosi nella riproduzione e produzione di alcuni pezzi romani tradizionali e altri pezzi moderni usando la tecnica dello "Scavo", che applicando diversi tipi di minerali al vetro di fusione conferisce agli oggetti una finitura opaca che cattura la natura proprio processo di ossidazione.



Elena Bucella


La maestra decoratrice Elena Bucella è nata a Venezia il 1 ° ottobre 1959. Fin da bambina ha sempre amato l'arte e ha scelto di esprimersi attraverso dipinti e disegni. Appena terminata la scuola obbligatoria nel 1976, ha fatto domanda per unirsi alla < em> Ars Cenedese Murano fabbrica di vetro, dove conosceva un eccellente dipartimento d'arte che portava avanti l'antica tradizione della decorazione del vetro. Come consuetudine per i giovani allievi, ha iniziato a lavorare come apprendista e tirocinante nel laboratorio. Giovane e talentuosa, presto mostrò un'abilità squisita e fu presa sotto l'ala protettiva del signor Guido Dorigo, allora capo decoratore di Ars Cenedese Murano . Sotto la sua guida ha appreso il mestiere e perfezionato le sue capacità, eccellendo nei vari aspetti della decorazione del vetro e alla fine diventando il capo decoratore di Ars Cenedese Murano dopo il pensionamento del signor Dorigo. Tra le sue opere vale la pena menzionare il globo terrestre di vetro con decorazioni in graffito dorato, la riproduzione della coppa del matrimonio Barovier, diversi piatti con riproduzioni di dipinti famosi, nonché bellissime serie di bicchieri raffiguranti scene di 18 th Vita veneziana del secolo, utilizzando sia il graffito d'oro che le tecniche di smalti colorati.


Le Lavorazioni



Bollinato


Un particolare effetto decorativo usato nel vetro più spesso e consistente in una miriade di grandi e piccole”bolle”, distribuite nei vari strati dell’oggetto. Può essere ottenuto attraverso due metodi. Il primo metodo richiede che il vetro sia fatto rotolare in una superfice metallica piana ricoperta da piccole punte che, al contatto con l’oggetto di vetro nella sua forma malleabile, permettano di creare dei “buchi” che saranno poi coperti con un altro strato di vetro. Il secondo metodo richiede l’utilizzo di uno stampo conico con punte al suo interno. Il vetro soffiato al suo interno presenterà quindi dei buchi che saranno poi riempidi con un altro strato di vetro.


Filigrana


E’ una raffinata tecnica a caldo inventata a Murano durante la prima metà del 16° secolo. La complessa lavorazione degli oggetti filigrana richiede l’utilizzo di canne cristallo preparate precedentemente a mano e contenenti vari colori come ad esempio il più classico “lattimo” e utilizzate per ottenere un design regolare o a spirale. Esistono vari tipi: retticello o filigrana a rete, con una delicata rete all’interno della superficie di vetro; a retortoli, ovvero filigrana intrecciata (detta anche zanfirico dopo che il veneziano Antonio Sanquirico produsse per la prima volta attorno alla prima metà del 19° secolo). La filigrana, o reticello, si ottiene usando canne molto sottili contenenti filamenti di vetro opaco, solitamente bianco. Queste canne a forma di matita vengono collocate l’una accanto all’altra in una superficie refrattaria e scaldate finchè non si fondono fino a diventare un unico oggetto. La “lastra” ottenuta in questo modo viene avvolta attorno a un cilindro di vetro incandescente color cristallo in modo tale che rimangano visibili solamente le canne bianche o colorate che siano. A questo punto il vetro viene soffiato come al solito andando a formare varie forme (vasi, bicchieri, caraffe ecc.). Nel caso della classica tecnica a reticello, la tecnica descritta precedentemente è completata con due fasi a caldo, al termine delle quali si ottiene il famoso stile incrociato. Per poter completare con successo tutte queste procedure sono indispensabili notevoli capacità e talento artistico.


Fenicio


E’ un tipo di decorazione ottenuta mediante l’applicazione di fili di pasta vitrea ancora calda (vetro opaco e colorato con una consistenza simile alla ceramica) sulla superficie dell’oggetto di vetro soffiato. A questo punto i fili vengono “pettinati” con uno strumento speciale al fine di creare motivi a festone ripetuti. Una volta riscaldati e soffiati, questi possono essere incorporati nella superficie dell’oggetto per produrre una superficie liscia. Questa tecnica fu introdotta nella lavorazione Muranese durante la fine del 16° secolo, tuttavia non si conosce il modo in cui allora venisse chiamata. Il termine fenicio fu adottato durante il 19° secolo quando decorazioni simili vennero scoperte nel vetro pre-Romano, Fenicio ed Egiziano.



Sommerso


Lo stile Sommerso è una tecnica decorativa usata per ottenere più strati di vetro in un’unico oggetto. Questo vetro di grosso spessore si ottiene dalla sovrapposizione di più strati di vetro cristallo e di vetro trasparente colorato, immergendo l’oggetto, in fase di lavorazione, nei diversi crogioli di vetro fuso. Molte sono le varianti a questa tecnica poichè alcuni alcuni stratidi vetro trasparente possono essere sostituiti da altri tipi di vetro, come ad esempio quello a bollicine, a foglia d’oro, ecc., la cui inclusione consente pregevoli effetti cromatici. Il vetro sommerso fu particolarmente popolare durante tutti gli anni 30.


Scavo


Il suo nome deriva dal suo particolare aspetto, simile al vetro antico di epoca romana riportato alla luce durante gli scavi. La principale caratteristica di questa lavorazione, introdotta dai nostri maestri negli anni 40, è una superficie ruvida e opaca, prevalentemente grigia ma allo stesso tempo con chiazze di vario colore. L’apparenza opaca e irregolare sono il risultato di una reazione di sali e minerali ossidati sparsi lungo la superficie dell’oggetto durante l’ultima fase della lavorazione.


Calcedonio


Una miscela vitrea con una base scura, rossa quando trasparente, con fili colorati che imitano una varietà di calcedonio naturale, come ad esempio l’agata. Inventato a Murano a metà del 15° secolo, la sua difficile preparazione richiede l’aggiunta di vari composti metallici alla mistura di vetro, ognuno in modi e intervalli specifici. Il segreto della sua lavorazione andò perduto tra la fine del 18° secolo e l’inizio del 19°. Fortunatamente fu riscoperto nel 20° secolo da Lorenzo Radi.



Zanfirico


Nei vari secoli i maestri vetrai Muranesi produssero varie tipologie di canne di vetro colorate, tutte pensate per essere combinate e fuse assieme al fine di comporre una massa di vetro unica con una forma precisa. Questa tecnica fu largamente usata fino al 16° secolo, quando ebbe inizio il declino dell’industria vetraria. Fu “riscoperto” attorno alla metà del 19° secolo quando un antico commerciante Veneziano chiamato Sanfiriquo richiese alle varie fornaci Muranesi una quantità tale di oggetti fatti con quetsa tecnica che da allora tutti i prodotti con questo tecnica furono chiamati con il suo nome. Tra i vari design delle canne a zanfirico, il più delicato è sicuramente quello prodotto con la tecnica della “mezza filigrana”, dove l’aspetto finale dell’oggetto presenta canne di vetro poste l’una accanto all’altra in modo molto ravvicinato.


Ballotton


Uno stampo metallico permette di ottenere una fantasia a “croce” in rilievo. All’interno dello stampo sono presenti piccoli punti a forma di quadrato che, quando il vetro viene soffiato, lasciano tale forma in rilievo. Tale depressione viene maneggiata con cura durante le fasi successive di soffiatura e di modellamento, in modo tale da mantenere questa fantasia geometrica dal nobile aspetto.


Avventurina


E’ una pasta vitrea particolarmente pregiata, inventata dai produttori vetrai durante la prima metà del 17° secolo. Il suo nome deriva dalla complessità della sua lavorazione, la quale era difficile e incerta nel risultato, ovvero una vera e propria avventura. La preparazione dell’ “avventurina” è lunga e delicata e risulta nella formazione di piccoli cristalli color rame, laminati e scintillanti (l’avventurina per questo motivo nel passato venica anche chiamate “stelle”). La sua preparazione fu tenuta segreta per molti secoli e conosciuta solamente da pochi produttori vetrai. Il vetro viene tolto dalla fornace in blocchi solamente dopo che questi si siano raffreddati, prestando sempre attenzione alla fase della rifondita, la quale può compromettere seriamente la qualità dell’avventurina. Quando l’oggetto si è raffreddato viene tagliato come se fosse una pietra oppure direttamente lavorato a caldo per la composizione del prodotto finale. La classica avventurina è di colore marroncino luccicante, mentre di ancor più valore è la “verderame”, che presenta appunto un colore verde rame dall’effetto superbo.


Prodotti Ars Cenedese Murano

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